Manuale MANDRIVA 2010 Installazione e configurazioni Davide Garatti
Davide_01
Versione 0.2
5 novembre 2009 VERSIONE MANDRIVA 2010 Modifiche dalla versione precedente Correzioni ortografiche varie. Continua la modifica alla struttura del manuale. Versione 0.2 Aggiornamento 2.5.2.Installazione tramite DVD (FREE o Powerpack) Aggiornamento 4.3.Pacchetti ottimizzati MIB (http://mib.pianetalinux.org Aggiornamento 10.24.Riattivare CTRL+ALT+Backspace per il riavvio X Nuova sezione 10.26.Montaggio automatico dei filesystem NFS (autofs) Versione 0.1 Aggiornamento alla versione Mandriva 2010 Aggiornamento 1.1.CARATTERISTICHE versione 2010 Aggiornamento 2.5.2.Installazione tramite DVD (FREE o Powerpack) Aggiornamento 4.2.Aggiornamenti sistema Aggiornamento 10.24.Riattivare CTRL+ALT+Backspace per il riavvio X Aggiornamento 5.5.Installazione CODEC Video Aggiornamento 7.2.2.Note su Firefox Nuova Sezione 4.4.1.Meta-Pacchetti Nuova sezione 4.1.1.Abilitare le fonti Backports o testing Nuova sezione 5.1.1.Configura l'autentificazione per gli strumenti Mandriva Nuova sezione 10.25.Cambiare la versione di java in uso
Indice Generale
1.1CARATTERISTICHE versione 2010 6
2.5Installazione del sistema 9
2.5.1Download delle immagini ISO 9
2.5.1.1Mettere le ISO su Penna USB 10
2.5.2Installazione tramite DVD (FREE o Powerpack) 10
2.5.3Installazione versione 64bit 22
2.5.4Installazione tramite Live CD (mandriva ONE) 23
2.5.5Aggiornamento da precedente versione 24
2.6.1COMPIZ-FUSION - EMERALD 26
2.6.1.1Aggiornare compiz da repository MIB 29
2.6.2BERYL, EMERALD 30
3.2ADSL USB 32
3.3GPRS/HSDPA CON Dispositivi USB 32
4AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA (sicurezza e correzione bachi) (ADSL) 33
4.1Configurazione dei vari repository UFFICIALI 34
4.1.1Abilitare le fonti Backports o testing 37
4.3Pacchetti ottimizzati MIB (http://mib.pianetalinux.org) 39
4.4.1Meta-Pacchetti 43
4.5Aggiornamento di un singolo programma 44
4.6I primi programmi che installo! 44
5.1.1Configura l'autentificazione per gli strumenti Mandriva 51
5.2KDE 3 51
5.2.2Mouse 51
5.2.3Supermount, USB e dispositivi 51
5.2.5Decorazione finestra e Stile 55
5.2.6Nuovo set di puntatori 57
5.2.7Nuove maschere di login 58
5.3KDE 4 58
5.3.1Il Desktop 59
5.3.2Il file manager 61
5.3.4Integrazione con Compiz-fusion ed emerald 64
5.4Configurazione Sensori Ventole/temperatura 65
5.5Installazione CODEC Video 67
5.6Lettori di Memorie,dispositivi mp3, Macchine fotografiche digitali 68
5.8INSTALLAZIONE DRIVER NVIDIA 70
5.8.1NVIDIA driver scheda Video 70
5.8.1.1Installazione driver ufficiale NVIDIA 71
5.8.1.2Installazione driver NVIDIA tramite pacchetti DKMS 72
5.8.2NFORCE Driver scheda audio e ethernet 74
5.9INSTALLAZIONE DRIVER ATI 74
5.10INSTALLAZIONE DRIVER INTEL 75
5.11Configurazione accesso Internet per modem 56K (SERIALI) 75
5.12Configurazione Boot Loader 78
5.12.1MANDRIVA fino alla 2007 78
5.12.2Mandriva dalla 2007.1 in poi 80
7INSTALLAZIONE / AGGIORNAMENTO PROGRAMMI PRINCIPALI 82
7.2.1installazione da file tar.gz 83
7.2.2Note su Firefox 84
7.2.3PLUG-INS 84
7.2.4JAVA 85
7.2.5Acrobat Reader 86
7.2.6Flash Player 87
7.2.7Note sui plugins 88
7.2.8PLUGIN Mancanti per linux 88
8.1TERMINALE 90
8.2MENU DI SISTEMA (Classico – Kickoff – Kbfx -Lancelot) 90
8.3Konqueror – Link su Linguette scheda sinistra 92
9WINE – Eseguire programmi win sotto Linux 99
10.2Comandi principali shell 100
10.3VI un editor rapido ed efficace 103
10.4Super User (utente root) 104
10.6Sicurezza 106
10.8Applicazioni su server remoti 107
10.9Collegamento da remoto alla macchina (XDMCP) 107
10.10Configurazione delle autenticazioni per gli strumenti Mandriva 108
10.11Kernel 109
10.13SpeedBoot 112
10.14Informazioni di avvio 113
10.15LOG di sistema 113
10.16Chiudere un programma bloccato 114
10.18Permessi, Gruppi, dispositivi 115
10.19Avviare, Fermare, Riavviare i servizi 116
10.20Aggiungere font “particolari” 118
10.21Ripristinare il Boot loader 118
10.22Evitare L'aggiornamento di alcuni programmi 119
10.23/etc/fstab 119
10.24Riattivare CTRL+ALT+Backspace per il riavvio X 122
10.25Cambiare la versione di java in uso 123
11Impostazioni e particolarità su sistemi a 64bit 124
11.1Repository internet (64bit) 124
12.1Filtri per la Famiglia 125
13.1LINUX 127
13.3HARDWARE 128
13.3.1HCL (Hardware Compatibility list) Mandriva 129
13.4SOFTWARE 129
Questo manuale vuole essere una semplice guida, da seguire passo passo, per completare l'installazione, e le prime configurazioni, subito dopo l'installazione del nostro nuovo sistema.
Si baserà sulla versione MANDRIVA 2010 . Potrà essere comunque utilizzato anche per le precedenti versioni e per quelle nuove, per esempio la futura 2011.
Questo è solo uno dei tanti modi di configurare Linux Mandriva......
|
Kernel |
“2.6.31” |
|
KDE |
“4.3.2” |
|
GNOME |
“2.28” |
|
XFCE |
“4.6.1” |
Continua il passaggio delle applicazioni verso le librerie QT4. Openoffice : versione 3.1.0 Gimp : versione 2.6.7 Amarok : versione 2.2.0 Firefox : versione 3.5.3 Xorg-server: versione 1.6.5 “speedboot”, un sistema per velocizzare l'avvio 11.13.SpeedBoot “Plymouth” Gestore della schermata di avvio, prende il posto di splashy (versione 0.7.2)
NOTA 1:
Dalla versione 2009 vengono rilasciate le ISO dei :
Free DVD edition (x86-32 and x86-64 architectures)
One KDE (x86-32), Live CD
One GNOME (x86-32), Live CD
Dual arch (sia x86-32 che x86-64 ), CD
Le ISO possono essere messe sulle penne USB grazie a hybrid ISO 2.5.1.1.Mettere ISO della ONE su Penna USB
Alcune delle immagini sono relative a versioni precedenti di Mandriva, non cambiano di molto, quindi le mantengo.
Analizziamo i tre casi più comuni:
Sistema con win NT,2000,XP,Vista o Maggiore.
Sistema con win 95,98,ME
Sistema con senza Sistema Operativo
Nei primi due casi occorre predisporre una partizione dove andremo ad installare Linux, per farlo possiamo usare, per esempio, tools come Partition Magic o le utility di win XP, oppure affidarci all'applicativo di partizionamento (e ridimensionamento) di Mandriva, in tutti i casi e sempre opportuno prevedere l'esecuzione di un defrag delle partizioni windows®. In modo tale da semplificare l'eventuale processo di ridimensionamento della partizione.
Nota: Ovviamente con il passare del tempo anche il processo di ridimensionamento su partizioni NTFS sta diventando comune e “sicuro” quindi scegliere l'applicativo più che altro in funzione delle proprie conoscenze.
Se Non si ha alcun S.O. Rientrando cosi nel terzo caso, basta partire con l'installazione.
La maggior parte delle periferiche (Stampanti, scanner, modem) e dei dispositivi interni (controller EIDE, SATA, SCSI, schede video, schede audio etc) sono riconosciute e gestite senza grosse difficoltà.
Qualche difficoltà potrebbe insorgere con chipset e hardware di nuovissima generazione.
L'unica periferica, quasi certamente non funzionante sono i winmodem, in realtà alcuni funzionano dipende dal chipset che montano.
Una volta identificata la partizione su cui installare Linux si ci può informare sul hardware che abbiamo “sotto”, le informazioni utili sono :
tipo di scheda audio
scheda video
chipset
eventuale driver SATA
stampante
etc.
Nota: Le informazioni importanti non sono il nome o la marca delle schede video piuttosto che delle schede madri ma bensì il nome del chipset e delle GPU montate su di esse.
E' sempre buona norma avere a disposizione il maggior numero di informazioni possibili sul proprio hardware, ma questo non dipende dal sistema operativo, è solo una buona norma.
Aggiungo questo paragrafo perché purtroppo troppo spesso dimentichiamo come si faccia la “spesa”... imbattendoci cosi in veri e propri ostacoli, che tendenzialmente si risolvono con il tempo, ma spesso provocano due effetti dannosi:
Ci irritano (acquistare un oggetto “costoso” che non funziona adeguatamente ...può irritare)
Ma molto più importante, non generiamo quell'effetto di mercato per il quale in futuro avremo un miglior supporto per il nostro sistema operativo preferito.
Se volete avere indicazioni, link, avvertimenti o leggere di esperienze positive e negative guardate la pagina “Consigli per gli acquisti” su linux-corner
Impostare l´opzione del BIOS “PNP OS installed” = NO
NOTA: per accedere al BIOS premere il tasto specificato a video durante le primissime fasi di avvio del sistema.
I tasti in genere possono essere F1, F10, CANC , Dipende da fornitore del BIOS.
I CD, DVD di installazione di Mandriva sono reperibili dal sito ufficiale
nella sezione download
http://www.mandriva.com/en/download
da qui e` possibile scegliere se scaricare il DVD o il CD della versione “ONE”, non sono più disponibili il set di CD.
Dalla Mandriva 2008 la versione ONE e disponibile solo con KDE e GNOME con diverse localizzazioni (per noi Europe1)
Per ora non sono state rilasciate ISO con altri DM, tipo XFCE.
Ciò che si scarica sono ovviamente delle immagini ISO che dovremo andare a masterizzare su un supporto DVD, CD a seconda della ISO scelta.
In genere si ha una voce “scrivi immagine ISO CD o DVD” nel proprio programma di masterizzazione.
NOTA
E buona norma scaricare anche il piccolo file testuale che riporta il checksum MD5, i programmi di masterizzazione in genere calcolano il checksum sul file ISO scaricato per poi verificarlo con quello scaricato dal sito. Se il file coincide il download e` avvenuto correttamente senza errori altrimenti scaricare nuovamente il file da internet.
Consiglio inoltre di masterizzare l'immagine ISO ad una velocità bassa (8x – 10x) specie se si utilizzano supporti riscrivibili.
Ovviamente e` sempre possibile acquistare i Powerpack dal sito ufficiale oppure nei negozi di PC, in questo caso oltre al DVD si riceveranno manuali e assistenza telefonica, ed un buon insieme di programmi commerciali, tra cui spiccano certamente cedega, LinDVD, i codec proprietari per i formati audio/video chiusi, e linDVD. (ovviamente rimangono immediatamente disponibili Java, flashplayer, acrobat reader i driver delle schede video ed altro).
Il costo della versione scaricabile del Powerpack si aggira intorno ai 49 Euro
Dalla versione 2009.1 si potrà portare facilmente le ISO sulle penne USB grazie all'introduzione dello phybrid ISO
la procedura e' molto semplice
inserire una penna USB (capienza opportuna)
verificare su quale dispositivo e` stata agganciata con il comando df e prendere nota (sdb, sdc o altro) non tenere in considerazione il numero, quindi smontare la penna.
portarsi nella directory che contiene la ISO
Come amministratore dare il seguente comando : “dd if=mandriva-linux-one-2009.1-KDE4-europe1-cdrom-i586.iso of=/dev/sdX bs=8M” dove sdX verrà sostituito dal nome del dispositivo annotato prima.
Attendere il completamento dell'operazione poi dare il comando: sync
modificare il BIOS del sistema per includere nella sequenza di avvio anche i dispositivi USB
riavviare il sistema.
Impostare il BIOS per partire da CD
Inserire il CD numero 1 ( o il DVD) ed avviare il sistema
L'installazione di Mandriva e` molto semplice, e si risolve in un tempo che varia tra i 15 e i 40 minuti circa.... dipende dalle prestazioni del PC e del lettore/Masterizzatore usato durante l'installazione.
La prima schermata permette di scegliere il tipo di boot, le opzioni disponibili sono Boot from HardDisk, Installazione Mandriva 2010, Rescue system, etc

Se il nostro PC e` recente scegliere INSTALLATION
se e` vecchio disabilitare l'ACPI tramite il menu F6 (ACPI disabled.)
“Se si hanno più lettori o masterizzatori verrà richiesto da quale supporto lanciare l'installazione, ovviamente scegliere quello opportuno”
Ciò che ci si presenta davanti e` qualcosa del genere:
[le immagini potrebbero riferirsi a versioni precedenti o eventuali beta o RC, il significato o le informazioni non cambiano]

I punti sulla sinistra sono i vari passi che andremo ad eseguire....
Seleziona della lingua desiderata (Italiano)
Licenza (SI e AVANTI)
scelta tra INSTALLA e AGGIORNA (normalmente INSTALLA)
PARTIZIONAMENTO (consiglio sempre l'opzione Personalizzato)
Dalla Mandriva 2010 viene introdotta la seguente schermata che propone tramite una vista semplificata alcuni tipi di partizionamento del disco.

In questo quarto passo se si sa dove installare Linux conviene scegliere l'opzione “partizionamento personalizzato”
da qui si apre un programma grafico con cui sarà semplicissimo cancellare la partizione libera e creare le partizioni necessarie a Linux.
La schermata semplificata risulterà molto utile in caso di reinstallazione (partizioni già fatte) oppure di installazione su disco vuoto.

NOTA (non fare caso alle dimensioni delle partizioni dell'immagine)
Si devono per forza creare, almeno:
una partizione di root identificata con il simbolo “/” (filesystem EXT4 - [*])
una partizione di swap, con dimensione in genere il doppio della RAM. Se si hanno 512 MB o più, si può impostare la dimensione della partizione di swap al valore della ram stessa.
quindi:
|
RAM (MB) |
Dimensione Swap |
note |
|
<512 |
RAM x 2 |
|
|
512M |
512MB |
|
|
1G |
512MB o 1G |
[**] |
|
>1G |
512MB o 1G |
[**] |
|
>1G |
Uguale alla memoria |
Per ibernazione[**] |
[*] Il tipo di file system e` una scelta personale, iniziate con quello predefinito (attualmente l'EXT4) poi con il tempo potrete provare le altre, ovviamente nelle future installazioni.
[**] Non e` necessario andare oltre le 512MB tuttavia vista la capienza dei dischi attuali, se si vuole si può aumentare la dimensione della partizione di swap fino a 1G, o nel caso in cui vogliate usare la swap per l'ibernazione del sistema provate con 2 o addirittura con esattamente la stessa quantità di memoria presente nel sistema (Nell'utilizzo normale 512M vanno più che bene).
Vi ricordo che nel caso abbiate già impostato la swap ad un valore inferiore, e vogliate comunque usare/provare l'ibernazione del sistema potrete usare i file di swap.
http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1042946
Alcuni preferiscono creare una partizione di “/home” (filesystem EXT4) dove saranno messe le cartelle di default dei vari utenti, lo si fa nell'eventualità di lasciare intatta la propria home salvando documenti ed impostazioni.
Tuttavia, visto che e` buona norma fare il backup dei propri dati (possibilmente in un altra partizione o meglio ancora in un altro disco se disponibile, e visto che, personalmente, preferisco vedere le impostazioni di default delle nuove versioni di KDE e di Mandriva, e` ormai mia consuetudine non usare più una partizione separata per /home.
Scegliere se crearla o meno in funzione delle proprie esigenze.
Se si ha spazio si può prevedere di creare delle Partizioni per i backup o delle partizioni con filesystem FAT32 per condividere i documenti tra windows® (versioni che usano NTFS come filesystem) e Linux.
NOTA
#Nome dei dispositivi EIDE (PATA) e SATA#
I nomi dei dispositivi dipendono dal tipo di interfaccia e dal tipo di controller (PATA e SATA), in genere gli HD e CD/DVD connessi alle interfacce EIDE verranno agganciati ai dispositivi HDx. Dove la x sta per la prima lettera disponibile.
Questo significa che, nel caso di due HD PATA collegati all'interfaccia IDE 0 e due CD rom sulla Interfaccia IDE 1, potremo avere i seguenti dispositivi:
|
PATA (IDE) |
Mater/Slave |
Dispositivo |
|
IDE 0 |
Master |
hda |
|
IDE 0 |
Slave |
hdb |
|
IDE 1 |
Master |
hdc |
|
IDE 1 |
Slave |
hdd |
I dischi SATA usano invece i dispositivi Sdx e quindi se avessimo un altro disco SATA questo sarebbe agganciato al dispositivo SDA.
In entrambi i casi il numero successivo alla sequenza di lettere specifica la partizione presente nel disco, ATTENZIONE perché questi numeri possono essere anche non contigui.

L´utilizzo del programma è molto intuitivo, basta cliccare su una partizione e oltre alle varie informazioni su di essa, si attiveranno i comandi utilizzabili, quindi dal “cancella partizione” al “formatta”, ect.
Ciò che dobbiamo fare e` assegnare a tutte le partizioni, anche quelle win un punto di mount (montaggio). Assolutamente necessaria e una partizione Linux con punto di mount /
ATTENZIONE A NON ESEGUIRE ALTRO SULLE PARTIZIONI WIN (Premere Solo “PUNTO DI MOUNT”)
Una volta completate le partizioni si clicca su FATTO.
6.Formattazione Partizione (in genere solo quella di root “/”)
7.selezione CD disponibili (CD01 CD02 CD03 ) (versione CD)
A questo punto si seleziona il software da installare, Ricompare la scelta rapida tra KDE, GNOME , e Personalizzato

Scegliere secondo le proprie preferenze, se e' la prima volta che provate Linux Vi consiglio KDE.
Se scegliete l'opzione Personalizzato si ci ritroverà nel solito menù più dettagliato.

Qui, normalmente, si selezionano nella sezione “workstation” tutti i sottogruppi
si tralascia la sezione “Server”
e si seleziona l'ambiente grafico a seconda delle vostre preferenze.
Se e` la prima volta che installate o usate Linux scegliete KDE, vi sembrerà tutto più familiare.
Inizierà l'installazione degli applicativi, operazione che richiederà, in funzione delle prestazioni del proprio sistema, circa una ventina di minuti.

Nota:
La durata dell'installazione dipende come già detto dalle prestazioni del proprio sistema.
Dopo l'installazione del software rimangono solo i seguenti passi:
Inserimento Password di root (IMPORTANTE) e creazione utente – scelta password

(L'inserimento di più utenti non è previsto in questa fase, ma nella maschera di riepilogo finale.)
Installazione Boot loader (dalla versione 2007.1 il bootloader di default e` GRUB) se non si hanno esigenze particolari scegliere di installare GRUB su “Primo settore del disco MBR”. (non preoccuparsi eccessivamente di questo passo perché e semplice ripristinare il MBR originale "Ripristino Boot Loader")
Schermata di riepilogo


In questa schermata si possono fare i ritocchini alla configurazione, per esempio :
Gestione degli utenti:(ad ogni click si aggiunge un nuovo account)
Abilitare il firewall
Configurare la rete
Configurare l'eventuale proxy (ufficio etc)
inoltre è possibile abbassare il livello di sicurezza da ALTO a NORMALE (consigliato, ed in tutti i casi lo si può cambiare facilmente dopo)
Raramente ci sono dei casi in cui una o più voci hanno la scritta “non configurata”, in genere per sistemi particolari o vecchi, cliccare sopra al tasto configura per risolvere il problema.
NOTA: sempre più spesso si acquistano LCD in formato wide screen (16:10) in questo caso e` assolutamente necessario avere la possibilità di abilitare una freq di 1440x990, in caso di schede video Nvidia (le uniche che fino ad ora ho provato con questo tipo di display) il tutto si risolve con l'installazione dei driver nvidia.
Ultimo passo l'aggiornamento del sistema scegliere NO e AVANTI
Cliccare su avanti e il sistema si riavvierà (ricordatevi di rimuovere il CD)
NOTA:
(notare nell'immagine sopra, solo per esempio, lo stato della scheda audio)
Raramente possono capitare problemi con l'audio, scheda audio non rilevata, in questo caso basta installare e lanciare il comando alsaconf.
Con vecchi PC e schede audio ISA o PCI si può usare sndconfig.
La maggior parte delle volte non si avranno problemi di questo tipo.
Avendo a disposizione un processore a 64bit come per esempio gli AMD Athlon64 X2, si può optare per l'installazione della versione X86_64, basta scaricare l'immagine ISO appropriata, e procedere all'installazione seguendo esattamente i passaggi del paragrafo precedente.
Per le ottimizzazioni vedere il relativo paragrafo
Mandriva 2010 ONE come nelle precedenti versioni della versione “live CD” ONE, viene rilasciate tramite ISO in varie versioni, in base alle caratteristiche inserite nel CD:
KDE, GNOME, (XFCE con un po di ritardo).
Come già visto dalla versione 2007.1 non ci sono più versioni diverse in funzione delle lingue supportate (anche se c'è una versione dedicata all'Asia), ne tanto meno per la presenza o meno di driver proprietari.
L'installazione tramite LIVE-CD e` decisamente più semplice e consiste nell'eseguire il Boot del PC con il cd inserito. Il sistema partirà come un comune LIVE-CD, richiedendo in fase di avvio solo alcune informazioni su tastiera, lingua e tipo di desktop (con o senza effetti 3D), ad avvio completato ci troveremo davanti ad un comune desktop completo di menù ed icone, sarà sufficiente cliccare sull'icona INSTALLA posta sul desktop.
NOTA: Un ulteriore vantaggio e` quello di trovarsi già un sistema dotato di driver Proprietari e con desktop 3D configurato.
I passi da eseguire sono ridotti alla scelta della lingua, tastiera, accettazione della licenza GPL e al partizionamento del disco. Per il partizionamento seguire le indicazioni riportate nel precedente capitolo.
Verranno copiati tutti i file necessari sul proprio hard disk ed in una decina di minuti si avrà il sistema installato.
La creazione degli utenti e l'inserimento della password di root si eseguono al riavvio del sistema.
Durante il riavvio verrà proposto un assistente alla configurazione, uscire tranquillamente perché configura solo Mandriva update e poco altro.
La versione Mandriva ONE è contenuta ovviamente in un solo CD-Rom questo limita il numero di programmi disponibili. Sarà necessario ricorrere ai repository su internet, per avere la dotazione completa di programmi.
Ovviamente già subito dopo l'installazione si avranno a disposizione tutti i programmi necessari all'uso quotidiano del PC, Suite office, Gestore Mail Contatti e calendario, Programma di Masterizzazione, gestore conti correnti, gestore foto, lettori multimediali per video e audio e molto molto molto altro ancora.
Se si ha a disposizione una buona linea ADSL si può optare per l'aggiornamento del sistema, anche se non e` proprio consigliabile, spesso in certe situazioni può essere conveniente questo approccio.
i passi da eseguire sono pochi
rimozione dei vecchi repositori
# urpmi.removemedia -a
ricerca dei nuovi repository su easy urpmi e copia delle stringhe generate su un terminale.
Aggiornamento del sistema.
#urpmi –auto –auto-select
Dopo l'installazione di alcune decine di pacchetti verrà riavviato urpmi (non il PC) ed automaticamente continuerà l'aggiornamento del sistema.
Ovviamente, il numero di pacchetti da aggiornare sarà molto alto, per esempio su un PC Laptop con partizione Home separata e crittografata che ho aggiornato dalla 2007.1 alla 2008 ho dovuto installare 1177 pacchetti.
Al riavvio in caso di non corretta attivazione del 3D riconfigurare la scheda video da MCC facendo in modo di cliccare nuovamente sul nome della scheda (anche se già presente e selezionata)
Nota: in caso di possesso di una precedente versione di Mandriva su cui sono stati installati dei pacchetti MIB alcuni di questi bloccheranno l'aggiornamento del sistema, nulla di preoccupante rimuovete quelli chiaramente specificati a terminale (nel mio caso ho dovuto rimuovere Amarok, Digikam e kino, con relative dipendenze) poi ad aggiornamento completato si può provvedere all'aggiunta delle fonti MIB e alla installazione dei pacchetti ottimizzati.
Al riavvio del PC ci rimarrà soltanto da rimuovere il vecchio kernel e relativi pacchetti “devel”.
Nel caso in cui abbiate installato il Sistema da CD o DVD (non Live cd ONE) potreste voler attivare gli effetti grafici 3D.
Come per le precedenti versioni con Mandriva 2010 e` possibile abilitare le funzioni di desktop 3D, per farlo e` assolutamente necessario avere schede video con un buon supporto del 3D (driver openGL) già installati e configurati.
Se non lo avete già fatto saltate al relativo paragrafo (Nvidia)
In MANDRIVA CONTROL CENTER/HARDWARE c'è una sezione 3D DESKTOP con cui è possiamo abilitare queste funzionalità.
AIGLX e XGL sono le due opzioni disponibili, come già detto ......
Dalla Mandriva 2007.1 “spring” nella stessa maschera di selezione viene offerta la possibilità di scegliere tra Compiz e Beryl mentre dalla 2008 c'è compiz-Fusion.
In caso di scheda video integrata INTEL scegliere l'opzione AIGLX, provata su portatile IBM con scheda video 852GM/852GME/855GM/855GME TUTTO OK.
In caso di schede ATI utilizzare GLX.
Nessun problema con le schede nVidia e i driver proprietari.
Il Desktop 3D abilita delle funzionalità sicuramente spettacolari, alcune delle quali sono anche molto pratiche, altre belle ma essenzialmente inutili.
Comunque il Desktop e' praticamente un cubo girabile tramite i tasti CTRL+ALT + movimento del mouse tenendo premuto il tasto sinistro. (oppure CTRL+ALT + Freccia Destra o sinistra)
Da provare anche la sequenza CTRL+ALT + Freccia in giù. Di effetto!
Ci sono un bel po di effetti 3D, le finestre sembrano di gelatina durante lo spostamento, si può variare l'effetto visivo con cui le finestre si rimpiccioliscono oppure si massimizzano, e, comodissimo, in caso di molte finestre attive si può spostare il mouse sull'angolo destro in alto dello schermo e automaticamente le finestre si ridurranno il meno possibile per formare un preview di tutte le finestre attive.
Nota:
Non c'è più alcuna ragione per sconsigliare l'uso del DESKTOP 3D come ambiente predefinito, vista la qualità e la stabilità ottenuta, come al solito, in brevissimo tempo. Quindi se si ha a disposizione una scheda Video ben supportata non esitare.
NOTA: Se avete scelto di utilizzare KDE4 provate ad abilitare gli effetti dal centro di controllo KDE, sono in continua evoluzione e non necessitano l'installazione di compiz.
Il programma da lanciare per la configurazione degli effetti 3D e`
Compiz-Fusion Setting Manager:

Sulla sinistra si può cliccare sulle varie voci per raggiungere il gruppo di effetti desiderato, oppure si può semplicemente scorrere la finestra di destra:
Le parti che ci interessano sono certamente Desktop ed Effects
Dove si configurano rispettivamente le impostazioni per il “cubo” e le varie animazioni ed effetti 3D
Anche se la questione e' molto soggettiva io in genere imposto, oltre agli effetti già abilitati le seguenti opzioni:
|
Categoria |
Voce |
valore |
descrizione |
|
Decorazione finestra |
Campo “Comando” |
emerald |
Abilita Emerald come decoratore finestre |
|
Cubo Desktop | Transparent |
Voce “Opacity” |
50-65% |
Trasparenza del cubo durante rotazione |
|
Utility |
“Immagini ai capi del cubo” |
Abilita Imposta |
Imposti le immagini in alto ed in basso al cubo. nella finestra “Comportamento” selezionare “scala immagine ...“ |
|
Desktop |
Selettore area di lavoro |
Abilita |
Abilita vari modi per gestire il cubo tra cui la rotazione con il tasto centrale del mouse premuto |
|
Window Management |
“Shift switcher” |
Abilita |
|
|
Window Management |
“Selettore a scorrimento” |
Abilita |
(*) |
|
Effects |
“Riflesso del cubo” |
Abilita |
Mostra il riflesso del cubo durante la rotazione |
|
Effects |
“Animazioni” |
Abilita |
Abilita altri effetti da selezionare (tipo sull'apertura e chiusura delle finestre) |
|
Image Loading |
“Testo” |
Abilita |
senza non si abilita il testo nei selettori Shift switcher etc. |
|
Image Loading |
“Jpeg” “png” “svg” |
Abilita |
|
|
Extra |
Splash |
Abilita |
Mostra uno splash all'avvio |
(*)
Per la voce “Selettore a scorrimento” nella scheda AZIONI faccio in modo di attivare l'effetto spostando il mouse in uno degli angoli a disposizione (di solito uso l'angolo destro in basso ) facendo attenzione di impostarlo nella riga comando dove e` presente la voce (inizializza tutte le aree di lavoro)

NOTA:
Alcune voci possono essere leggermente diverse dipende molto dalla versione e dalla traduzione, mentre alcune voci possono anche mancare dipende dai pacchetti installati.

Alcuni degli effetti 3D saranno disponibili solo dopo l'installazione dei Plugin EXTRA di Fusion.
Le variazioni alla configurazione verranno subito applicate, inoltre fare particolare attenzione alla scheda comandi presente in quasi tutte le voci, e li che troverete la scorciatoia da tastiera associata ai vari effetti. In questa scheda potrete configurare per ogni effetto la sequenza di tasti che preferite piuttosto che un angolo od un lato su cui spostare il mouse per far partire l'effetto.
Nota:
Per impostare Emerald come gestore delle decorazioni delle finestre, a livello di sistema, quindi per tutti gli utenti, edita come amministratore il file:
/etc/sysconfig/compositing-wm
che dovrà contenere le seguenti righe:
COMPOSITING_WM_START=yes
COMPOSITING_WM=compiz-fusion
COMPOSITNG_WM_ARGS="--replace ccp"
COMPOSITING_WINDOW_DECORATOR="emerald –replace"
Come scelta a livello utente inserisci nel campo “comando” della voce Effetti | decorazione della finestra la stringa
emerald
NOTA: Capita di utilizzare i widgets di superkaramba con compiz-fusion ed il cubo abilitato , accorgendoci subito che i widgets sono presenti in un solo desktop.
Se preferiamo che i widgets siano presenti su tutti i desktop occorre usare nuovamente il programma di configurazione “CCSM”
Andare nel gruppo “Gestione finestre” selezionare la voce “Regole delle finestre” e scrivere nel campo “ADESIVE” la seguente stringa:
class=Superkaramba & type=dock
Se avete abilitato i repository MIB, come specificato nel relativo paragrafo, potrete aggiornare compiz-fusion all'ultima versione disponibile la 0.6.2, per farlo verificare di aver abilitato i repository MIB, poi aggiornare tutti i repository come al solito
#urpmi.update -a
A questo punto apriamo MCC | gestione software
cerchiamo la stringa “compiz” ed otterremo una lista di file che mostrerà sia quelli già installati ed evidenziati dalla solita icona VERDE, sia quelli nuovi e marchiati con una icona BLU (aggiornamento), l'operazione si risolve nel selezionare tutte i pacchetti con icona BLU.
Dopo averli selezionati non premere ancora il tasto “Applica” ma cercare le seguenti stringhe ed effettuare la stessa operazione di selezione.
Ccsm
emerald ( se lo utilizzate)
Selezionare gli aggiornamenti e poi premere il tasto “APPLICA”
Questa procedura va bene per installare qualsiasi aggiornamento, per esempio Gimp, firefox, wine.
Se avete deciso di lasciare sempre abilitati i repository MIB questi pacchetti verranno aggiornati automaticamente come gli altri.
Paragrafo Rimosso
Tralasciando la configurazione di una connessione ad internet tramite linea telefonica normale, nei paragrafi successivi mi soffermerò, a grandi linee, sulla configurazione delle linee ADSL.
Note:
preferire rooter ADLS con interfaccia Ethernet.
in caso di rooter in comodato d'uso richiederne espressamente uno con interfaccia Ethernet.
Effettuare una ricerca su internet per cercare una guida più dedicata sia al proprio hardware (rooter etc) sia al proprio provider.
Le seguenti sono solo indicazioni generali
Il modo più semplice di accedere alla linea ADSL e quello di usare un rooter ADSL con connessione Ethernet, nel caso in cui ci venga fornito un dispositivo USB richiederne espressamente uno ethernet (o con entrambe le interfacce). Con un dispositivo ethernet, il tutto si risolve con la connessione della nostra scheda di rete al rooter tramite il solito cavo ethernet RJ45 e la configurazione della nostra scheda di rete, quindi su:
Configura il tuo computer
rete ed internet
Configura una nuova interfaccia di rete (LAN, ISDN, ADSL, ...)Modifica varie opzioni per Internet
si sceglie il tipo di connessione che si vuole configurare, nel nostro caso
ETHERNET <avanti>
si seleziona la scheda da configurare (in caso di più interfacce di rete)
I parametri da impostare/selezionare sono :
IP automatico BOOTP/DHCP
<avanti>
Nome host (il nome del PC sempre che lo si voglia impostare)
LASCIARE IL RESTO DELLE OPZIONI COSI COME LE SI TROVA
<avanti>
selezionare le opzioni
Consentire agli utenti la gestione della connessione
Avviare la connessione al boot
LASCIARE IL RESTO DELLE OPZIONI COSI COME LE SI TROVA
<avanti>
<avanti>
A questo punto se si ha una connessione flat basta provare con il proprio browser preferito ad accedere a qualsiasi sito.
In questo caso occorre ricercare in rete le guide relative ai propri dispositivi, spesso occorre installate alcuni pacchetti e driver aggiuntivi.
Questo tipo di interfacce USB sono modem GPRS/HSDPA forniti da praticamente tutti i provider. Permettono un accesso veloce ad internet su qualsiasi dispositivo portatile e non.
La prima considerazione da fare e` in realtà la solita, occorre informarsi sul modello di chiavetta USB. Tutti i provider hanno diversi fornitori e diversi modelli. Fino ad oggi ho potuto testare solo i dispositivi “Huawei e169 hsdpa”.
La procedura di configurazione in Mandriva e` piuttosto semplice, si inserisce la penna e si aspetta qualche istante, verrà rilevato un cdrom, IGNORATELO!.
Aspettate qualche istante e lanciate Mandriva Control Center. Andate nella sezione “Rete ed Internet” e selezionate la solita voce di configurazione
“CONFIGURA UNA NUOVA INTERFACCIA DI RETE”
Nella lista dei tipo di connessione selezionare GPRS/edge/3G e premere avanti
verranno installati dei pacchetti (se non avete altro tipo di accesso ad internet assicuratevi che siano configurati come repository i CD o il DVD).
Dopo l'installazione dei pacchetti necessari, verrà rilevata la chiavetta Huawei premendo avanti verrà configurata, inserite il PIN quando richiesto (il PIN lo trovate nella carta che contiene la SIM inserita nel dispositivo.
Non rimane che scegliete l'operatore a cui ci siamo affidati, inserire/verificare l'APN ( Access Point Name)
tre.it (3 Italia) (prova anche naviga.tre.it)
internet.wind (Wind Telecomunicazioni) (non inserite il .it finale)
web.omnitel.it (Vodafone Italia)
ibox.tim.it (Telecom Italia Mobile)
e rimuovere lo user e la password se non necessarie. In genere queste informazioni le trovate sul sito del provider.
Usate l'icona della rete nel vassoio di sistema per connettersi e disconnettersi.
Nota: in rete si trovano diversi forum e guide che parlano di applicazioni per effettuare uno switch, Mandriva fa tutto da solo, solo nel caso il dispositivo non sia rilevato avviate il PC con la chiavetta inserita.
Solo per informazione il modulo che usano questi dispositivi si chiama OPTION con dipendenza USBSERIAL.
L'aggiornamento del sistema permette di eliminare le vulnerabilità conosciute, correggere i bachi software già risolti, ed aggiornare driver, programmi e librerie, occorre effettuare alcune operazioni che ci permetteranno inoltre di usufruire di una quantità pressoché illimitata di pacchetti software.
OVVIAMENTE È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO UN COLLEGAMENTO AD INTERNET VELOCE (ADSL)
Nota: Se Linux e` stato installato tramite DVD o set di CD si potranno eliminare i repository removibili dei CD/DVD impostati in fase di installazione, tramite il comando:
#urpmi.removemedia -a
Da Mandriva control Center (Configura il tuo computer)
scegliere la voce :
“CONFIGURA I SUPPORTI DA CUI INSTALLARE E AGGIORNARE”

In caso ci siano i supporti DVD o CD provvedere a rimuoverli con l'apposito tasto.
Per inserire i nuovi on-line premere su AGGIUNGI

Selezionare TUTTE LE FONTI DISPONIBILI

Confermare che il collegamento internet sia attivo (se non lo e' attivatela) con il tasto SI

Dopo una fase di download verrà presentata la lista dei repository configurati.
Premere OK , l'operazione e' conclusa.
Nel caso si voglia aggiungere dei repository non ufficiali o particolari come MIB oppure quelli della versione di sviluppo COOCKER, procedere da terminale come segue
Aprire una shell (konsolo o xterm) ed impostarsi come super user
Attivare la connessione ad internet se necessario.
Recuperare le stringhe necessarie dal sito
si seguono le istruzioni fino ad arrivare all'ultimo passo con la generazione del sopracitato elenco.
Easyurpmi e' stato aggiornato ora per poter scegliere il mirror occorre premere sul link
Switch to manual mirror selection
selezionare il sito del mirror e premere su “Refresh commands” per aggiornare le righe i comando.
Fare attenzione ai server ftp che si selezionano, io in genere uso quelli della rete “garr” (Italia), oppure quelli svizzeri “mirror.switch.ch” o ancora quelli francesi di ”ftp.easynet.fr”. Evitate i server troppo lontani da Voi.
Il sistema scaricherà dai siti la lista delle applicazioni / aggiornamenti in essi contenuti
Fatto ciò si può andare in MCC | Aggiorna sorgenti | e deselezionare le sorgenti CD o il MAIN se si e` installato il sistema tramite DVD ed infine uscire.
Periodicamente e` opportuno aggiornare la lista dei file presente sui vari repositori, per farlo usare il tasto “aggiorna” in MCC | Aggiorna sorgenti.
Ogni volta che si aggiorna il database dei pacchetti, si può passare all'aggiornamento del sistema descritto nel successivo paragrafo.
L'aggiornamento dei repository appena descritto lo si può eseguire rapidamente da un terminale come super user tramite il comando ( vedi paragrafo successivo)
Questi repository non sono abilitabili per update tramite l'interfaccia in MCC tuttavia possono essere abilitati dando il seguente comando da terminale (come amministratore)
[root]#drakrpm-edit-media –expert
si aprira la solita maschera in cui pero potremo abilitare la voce Update su tutti i repository.
Abilitateli solo se avete reali esigenze e magari in modo mirato.
Se per esempio vi servisse essere al passo con i rilasci di wine allora abilitate in Update i repository di Backport main
evitate quelli di testing se non siete sicuri di quello che fate.
NOTA: una volta configurati i repository il sistema vi avvertirà della presenza di eventuali aggiornamenti in completa autonomia, facendo comparire una piccola icona nel system Tray (MandrivaUpdate).
![]()
Premendola verrà richiesta la password UTENTE. Nella finestra che si apre sarà presente la lista dei pacchetti da aggiornare.
Se si volesse cambiare la richiesta della password utente con la password di root leggere il seguente paragrafo:
Configura l'autentificazione per gli strumenti Mandriva

non dovremo far altro che premere il tasto AGGIORNA e confermare l'aggiornamento nella finestra successiva. Dopo il download e l'installazione degli aggiornamenti la finestra risulterà vuota potremo quindi chiudere la finestra tramite il tasto ESCI. l'iconcina cambierà colore
![]()
e dopo alcuni secondi scomparirà.
Si può effettuare l'aggiornamento del sistema anche da terminale ovviamente.....
Aprire un terminale e diventare amministratore, dopo di che lanciare il seguente comando.
[root@GOLD davide]# urpmi --auto-update
il sistema aggiornerà le liste dei repository internet,verificherà gli aggiornamenti, scaricherà, ed installerà in completa autonomia...
ad operazione completata scollegarsi da internet (se necessario).
NOTA: alcune volte è possibile che le firme dei pacchetti da installare non siano corrette, solo quando accade potete ridare il comando aggiungendo la seguente opzione :
--no-verify-rpm
quindi:
[root@GOLD davide]# urpmi --auto-update --no-verify-rpm
NOTA: con le connessioni ADSL non e` affatto male provvedere all'aggiornamento del sistema ogni volta (o quasi ) che si va su internet, o in caso di connessione flat ogni volta che si ricorda. In pratica il tutto si risolve con lo stesso comando
[root@GOLD davide]# urpmi --auto-update
Un aggiornamento frequente ha molteplici benefici, da un lato si e` sempre aggiornati sia per le correzione di bachi software che per gli aggiornamenti di sicurezza, dall'altro il numero di pacchetti da installare sarà basso quindi il processo durerà poco o pochissimo.
Aggiornamenti infrequenti possono portare anche ad un processo di aggiornamento che coinvolga centinaia di pacchetti.
Oltre ai repository internet Ufficiali e a quelli PLF esistono ora dei repository tutti Italiani con pacchetti RPM con estensione MIB. Troverete informazioni dettagliate nel sito www.mandrivaitalia.org oppure sul sito del progetto MIB http://mib.pianetalinux.org/
Di seguito i comandi da usare per aggiungere i repository che dalla versione 2010 diventano solo due (sia per 32bit che per 64bit)
Basic
( programmi nuovi e versioni aggiornate)
Per sistemi a 32bit
urpmi.addmedia --update MIB-basic_32 http://mib.pianetalinux.org/MIB/2010.0/32/basic/ with media_info/synthesis.hdlist.cz
Per sistemi a 64bit
urpmi.addmedia --update MIB-basic_64 http://mib.pianetalinux.org/MIB/2010.0/64/basic/ with media_info/synthesis.hdlist.cz
Expert
(opzionali per kernel, driver proprietari)
Per sistemi a 32bit
urpmi.addmedia MIB-experts_32 http://mib.pianetalinux.org/MIB/2010.0/32/experts/ with media_info/synthesis.hdlist.cz
Per sistemi a 64bit
urpmi.addmedia MIB-experts_64 http://mib.pianetalinux.org/MIB/2010.0/64/experts/ with media_info/synthesis.hdlist.cz
Controllare direttamente su http://mib.pianetalinux.org/ per eventuali cambiamenti delle stringhe sopra riportate.
http://mib.pianetalinux.org/mib/it/mib-news/1-news/532-mib-repository-structure.html
NOTA:Questi repository offrono pacchetti ottimizzati per l'architettura i686 (32bit) e programmi in genere nell'ultimissima versione disponibile, non sono assolutamente necessari ma sono ottimi se vorrete provare l'ultima versione di un determinato programma o se vorrete testare gli ultimissimi driver per la vostra scheda Video, o ancora per provare un programma non ancora pacchettizzato negli altri repository.
Scegliete Voi, come al solito, se usarli anche per l'aggiornamento del sistema oppure attivandoli solo per installare un determinato programma / driver e relative dipendenze.
Se li volessimo usare solo per installare qualche programma dovremo usare i comandi sopracitati per aggiungere i repository e poi andremo a disabilitarli in Mandriva Control center | software |Configura.
Basterà togliere il segno di spunta dalla colonna “abilitata”.
Ogni volta che vorremo installare un programma pacchettizzato MIB dovremo eseguire abilitazione dei repositori (operazione inversa) dopodiché potremo cercare su “Gestisce il software” i pacchetti tramite la stringa “mib2010”, selezionare quelli che ci interessano, per esempio firefox, wine o altro e poi premere “installa”.
Disabilitare nuovamente i repository MIB alla fine dell'installazione.
Nota: I rilasci di pacchetti per nuove versioni di programmi o driver (Firefox, wine, amarok, compiz, driver nvidia e ati etc) sono eccezionalmente rapidi.
Inoltre ci sono moltissimi programmi nuovi.
Se trovate un applicazione interessante ma non presente nei vari repository, potete richiederne la pacchettizzazione direttamente al MIB.
Dopo aver inserito le nuove fonti dei pacchetti, nella sezione di MCC| installa software si troveranno migliaia di software catalogati per tipo di applicazione
Per installarli:
selezionarli
Attivare il collegamento ad internet (se necessario)
premere installa
ad operazione completata scollegarsi da internet.
(in realtà appena inizia la fase di installazione si può già chiudere il collegamento ad internet)
Da terminale si può installare i programmi di cui si conosce già il nome semplicemente con il comando urpmi <nome del programma> ovviamente occorrerà essere super utente ed avere la connessione internet già attiva quindi:
#urpmi <nome programma> <INVIO>
NOTA:
Nel caso in cui il PC sia inserito in una rete aziendale dotata di proxy si aggiunga al comando la seguente stringa
--proxy <IP del proxy>:<porta> --proxy-user <nome utente>:<password>
oppure se il proxy non richiede password
--proxy <IP del proxy>:<porta>
Il programma grafico per l'installazione dei programmi, lo si trova in Mandriva Control Center, oppure nel Menù principale selezionare la voce
“Installa e Rimuovi software”

Per cercare un programma di cui si conosce il nome, basta scriverlo nell'apposito campo in alto, di fatto verranno trovati tutti i pacchetti che contengono nel nome la stringa ricercata.
Per alcuni particolari programmi, per esempio PYTHON la ricerca tirerà fuori numerosi file, quello che dobbiamo fare, in assenza di particolari necessita (per esempio usare una versione specifica di python), e` selezionare solo quello principale, quindi solo python.
Poi si preme Applica e si accetta le eventuali dipendenze da risolvere.
NOTA:
Notare la voce TUTTI sopra alle icone dei gruppi di programmi, serve a specificare di visualizzare tutti i pacchetti disponibili.
Il menù a tendina permette di scegliere altre opzioni tra cui “Pacchetti con GUI” tramite il quale verranno visualizzati i pacchetti dotati di interfaccia grafica tralasciando librerie e programmi da terminale, insomma per semplificare la scelta.
Sempre dal menù a tendina, di cui abbiamo appena parlato, tra le varie opzioni c'è la voce Meta-pacchetti.
Questi, sono pacchetti vuoti che si trascinano dietro come dipendenze un set particolare di pacchetti.
Facciamo un esempio, selezionando la voce “Meta-pacchetti”dal menù, e scegliendo sulla barra di sinistra l'icona “Descktop grafico” e per esempio “xfce” si troveranno un po di pacchetti nominati task-xfce (più la versione) selezionandolo, lo potete fare anche per sola prova, vedrete la lista di dipendenze ad esso associato, e capirete subito la comodità di questi meta pacchetti.
Di particolare interesse oltre ai meta pacchetti relativi ai desktop manager, ci sono:
|
task- sound-studio |
Per gli amanti della composizione audio |
|
task-scanning |
Gestione degli scanner |
|
task-game |
Selezione dei migliori giochi presenti nei repository (5.5G) |
|
task-lamp-extra |
Lamp setup ( ci sono vari meta pacchetti) |
|
|
|
|
task-print-canon task-print-epson task-print-hp task-print- ….. |
Meglio affidarsi al Mandriva control center |
Se, per qualche motivo, non si vuole fare l'aggiornamento del sistema ma si vuole aggiornare solo un singolo programma per esempio k3b basta aggiornare le liste con il solito comando :
#urpmi.update -a
dopodiché si installa l'aggiornamento con
#urpmi –update k3b
Ci sono una serie di programmi e librerie di cui “Io” non posso fare a meno, e che installo immediatamente dopo l'aggiunta dei repository, ed il primo aggiornamento di sistema.
ecco l'elenco:
|
Programma |
Descrizione |
|
yakuake |
terminale, compare e sparisce premendo F12 |
|
kaffeine |
Player multimediale ottimo per la TV digitale |
|
wine |
per installare i programmi win |
|
xsane |
per lo scanner |
|
xsane-gimp |
scanner tramite gimp |
|
korn |
controllo caselle di posta |
|
lame |
encoder MP3 |
|
kipi-plugins |
plugin per correzione foto |
|
glabels |
per le etichette |
|
win32-codecs |
decoder per vari formati |
|
real-codecs |
decoder per real |
|
libdvdcss2 |
librerie per leggere i DVD |
|
libdvdnav4 |
librerie per la navigazione dei DVD |
|
libfreetype6 |
librerie per i font |
|
libfreetype6-devel |
librerie per i font |
|
Kommader |
Editor ed executor per kommander scripts |
per installarli lancio il comando
[root@gold davide]#urpmi yakuake kaffeine wine xsane xsane-gimp korn lame kipi-plugins glabels win32-codecs real-codecs libdvdnav4 libfreetype6 libfreetype6-devel libdvdcss2 kommander
verranno installate anche delle dipendenze
Un ulteriore passo e' quello di installare i sorgenti del kernel (questo passo non dovrebbe essere necessario se il sistema e` installato con i cd della “ONE”
quindi verifico il kernel in uso
[root@gold davide]#uname -r <INVIO>
2.6.29-server-1mnb
che indica sia la versione del kernel : 2.6.29
sia il tipo : server
installo i sorgenti relativi al kernel-server
[root@gold davide]#urpmi kernel-server-devel<INVIO>
Se si cerca kernel sul programma di installazione grafico, saranno elencati vari kernel tra cui selezioneremo il kernel-server-devel-2.6.29
completata l'installazione di tutti questi programmi, passo ad installare quei programmi, proprietari e no, che definirei ormai classici.
JAVA, Flash player ed Acrobat reader
per l'installazione vedere i relativi paragrafi.
Non mi e` mai capitato ma se per caso avrete la necessità di ripristinare il Boot loader di Linux o di Windows® (quindi riscrivere MBR), o per qualsiasi altro motivo, potete utilizzare il primo CD o il DVD di installazione di Mandriva, selezionando la voce “Rescue System”
Dopo qualche instante necessario per caricare il programma e per rilevare alcune informazioni sul sistema, si arriverà ad un menù contenente, tra le altre varie voci, anche:
“Re-install Boot loader”
“Retore win Boot loader”
Selezionare quello desiderato
Nei seguenti paragrafi descrivo alcune modifiche alla configurazione iniziale, ovviamente non tutti vogliono le stesse cose quindi .....
I programmi di configurazione che useremo sono sempre i soliti:
Centro di controllo (cambi a livello utente)
Centro di controllo Mandriva (cambi a livello macchina) (per lanciarlo da Terminale usare il comando “mcc”)
Nel menù start si trovano sotto :
STRUMENTI | STRUMENTI DI SISTEMA
ed hanno i seguenti nomi :
Centro di controllo <> Configura il tuo desktop
Centro di controllo Mandriva <> Configura il tuo Computer
Nota: Si può utilizzare un wizard per eseguire una configurazione guidata di KDE
Basta selezionare Desktop Setting Wizard
Ricordarsi di spuntare la voce “Enable Accessibility Keyboard gesture” che va ad abilitare i comandi con movimenti del mouse in konqueror. (KDE3)
Tutte le operazioni di settaggio del sistema possono essere eseguite tramite un apposito programma grafico.
Il principale centro di controllo nella distribuzione GNU/Linux Mandriva è proprio “Mandriva Control Center” raggiungibile tramite:
MENU | STRUMENTI | STRUMENTI DI SISTEMA

Sulla sinistra ci sono le varie sezioni di cui la più utilizzata sarà sicuramente “Gestione Software”, da qui potrai accedere al sistema per la gestione della installazione e rimozione dei pacchetti .RPM che contengono i vari programmi.
Selezionando l'icona per l'installazione si ottiene:

Se si conosce già il nome del pacchetto che si vuole installare, per esempio se voglio installare un programma per il CAD elettronico, allora cerco “kicad” e lo seleziono, il sistema selezionerà in automatico anche tutti gli altri pacchetti necessari alla sua installazione (ovviamente se ce ne saranno).
A questo punto premi APPLICA .
Ovviamente e possibile selezionare più voci ed eseguire l'installazione solo alla fine della selezione.
Dalla Mandriva 2007, la modifica delle voci del menù START non risiede più in nel Centro di Controllo, ma lo si fa direttamente da utente su KDE tramite il tasto destro sull-icona start, selezionando la voce EDITOR MENU
Nel TAB sistema si possono configurare :
stile del menù (KDE, MANDRIVA etc)
i font (se si vogliono importare presenti sulla partizione windows (se l'avete))
i servizi attivi(attenzione)
Le impostazioni locali (lingua usata dal sistema e compatibilita vecchia codifica non UTF-8 )
Provvedere al backup ed impostare il backup periodico.

“Imposta la data e l'ora” e` utile se si vuole attivare l'opzione per il settaggio dell'ora via rete. Basta avere il collegamento a internet attivo nel momento in cui lo si configura.
E ovviamente la gestione degli utenti con cui e possibile in modo rapido ed intuitivo aggiungere altri utenti.
Sempre da MCC si può facilmente configurare un firewall per internet nella sezione SICUREZZA
selezionando la voce “Configura il Tuo firewall personale”

Puoi ABILITARE i servizi ed i server che POSSONO essere raggiunti da internet.
In genere deseleziono tutte le voci (quindi nessuna porta aperta verso internet)
Inoltre è possibile chiudere/Aprire tutte le porte di accesso al sistema, singolarmente, in base al numero di porta e al servizio.

Come specificato controllare su /etc/services quali sono le porte disponibili.
Una volta abilitato il firewall basta Cliccare su OK e scegliere su quale interfaccia eth si vuole abilitare il firewall.
----------------------------------------------------
E' importante dare un'occhiata ai log del firewall di tanto in tanto per verificare eventuali tentativi di accesso
Nella stessa sezione troviamo anche la seguenti voce:
Tramite questo menu possiamo selezionare i permessi necessari per i vari programmi di configurazione, facciamo un esempio pratico se volessimo modificare la richiesta della password utente per gli aggiornamenti del sistema, rendendo necessaria la password dell'utente amministratore (root), basterà trovare la riga relativa agli “Aggiornamenti Mandriva” e selezionare dal relativo menù a tendina “Password di root”
Questi capitoli si riferiscono al centro di controllo di KDE nella versione 3.5.x
per chi usa o userà KDE4 riferirsi al relativo paragrafo 7.KDE 4 .
Se si preferisce l'impostazione singolo click al posto del doppio per l'apertura dei file
Centro di controllo
Periferiche
Mouse
Abilito “ click singolo per aprire file e cartelle”
Lascio il resto com'è.
Qualunque dispositivo di archiviazione, usb-pen, lettori di memorie, HD esterni, macchine fotografiche, lettori mp3 etc, che si attaccherà sulle porte USB verrà montato automaticamente ed un icona appropriata comparirà nella cartella Periferiche (o devices) presente sul desktop in KDE3.
Mentre in KDE4 comparirà la voce nell'icona Notificatore dispositivi inserita nella barra, in genere vicino al menù.

In Mandriva, sempre in automatico comparirà una finestra che permette di selezionare tra più opzioni l'azione da eseguire.

In questo caso quella di aprire una finestra per visualizzare il contenuto del dispositivo.
Ricordarsi sempre di eseguire la “rimozione sicura” prima di scollegare i dispositivi. Tale operazione va eseguita dalla cartella “Periferiche” che si trova su desktop. (Vedi immagine)

Nota: alcuni programmi come Amarok rilevano automaticamente l'inserzione di un dispositivo di archiviazione USB (che per loro potrebbe essere un lettore MP3) e propongono una finestra di scelta propria.

Se non si e` inserito un lettore MP3 oppure una penna USB con file MP3 all'interno. Chiudere questa finestra cliccando su ANNULLA.
Centro di controllo
Aspetto
Icone
Ci sono un po di set già installati ma se ne possono scaricare molti altri da internet
per esempio dal sito http://KDE-Look.org, in genere sono dei file tar.gz .
Basta cliccare su
installa nuovo tema
selezionare il file .tar.gz (o tgz) e premere
OK
e poi
Applica
Nota:
Benché le nuove icone Oxygen siano molto carine, elo siano anche le Crystal SVG, in questo momento utilizzo questo set di icone:
http://www.kde-look.org/content/show.php?content=47278
veramente molto bello.
Centro di controllo
Aspetto
Decorazione Finestra

Provateli per scegliere l'aspetto che più vi aggrada..

NOTA se si usa il Desktop 3D la decorazione delle finestre può essere demandata ad altri programmi tipo Emerald
Variando invece lo stile si cambiano l'aspetto delle barre di scorrimento delle tendine ect.
Centro di controllo
Aspetto
STILE
Se vuoi cambiare il set di puntatori che ti permettono di scegliere gli oggetti del tuo desktop, dovrai innanzi tutto cercare e scaricare il file compresso (tgz o bz2) dal solito sito http://KDE-Look.org, Dopodiché si scompatta e si legge il file di istruzioni all'interno......
In genere sarà sufficiente copiare le cartelle presenti dentro il file compresso nella propria HOME dentro la cartella nascosta .icons
Esci e fai nuovamente il Log-in.

Per modificare il tema di KDM (schermata di login)
occorre installare dai repository il pacchetto kdmtheme
[davide@GOLD]# urpmi kdmtheme <INVIO>
Andare su http://www.kde-look.org nella sezione KDM THEMES e
scaricare tutti quelli che sono di Vostro gradimento in una directory.
Aprire il centro di controllo |Amministrazione di sistema|Applet di kdmtheme
Premere il tasto "Modalità amministratore" inserire la password di root
Click su "Install New Theme" cercare la directory dove si sono salvati i file dei temi scaricati, selezionare il tema desiderato e premere su OK
Ripetere l'operazione per tutti i file scaricati, questi andranno a comporre la lista dei temi.
Selezionarne uno per vederne il preview e poi cliccare su Applica e OK per impostarli.
Al prossimo login ci troveremo davanti il nuovo tema.
Dalla versione 2009 di Mandriva KDE4 diventa il KDE predefinito relegando la versione “old style” 3.5 ad una presenza opzionale.
Pur essendo ancora in fase di sviluppo KDE4 risulta già sufficientemente funzionale da poterlo usare quotidianamente, ciò nonostante sarà possibile incontrare ancora bachi e anomalie varie.
In questa sezione ci dedicheremo a KDE4.
Mandriva 2010 viene rilasciata con la versione 4.3 di KDE4 quindi offre stabilita e funzionalità molto buone.
Iniziamo da una rapida panoramica, KDE4 e`.... “PLASMA” progetto che racchiude le funzionalità prima svolte da "kicker", "kdesktop" e "superkaramba", non entrerò nei particolari, ma sappiate che tutto questo porterà, con il tempo, ad una notevole integrazione tra i vari programmi.
La nuova versione di Kwin fornisce già un buon numero di effetti grafici a cui ormai siamo abituati grazie a Compiz-fusion. Non sono pero cosi tanti e cosi spettacolari, diciamo che sono più pacati. Si possono disabilitare ed abilitare con estrema facilità e possono essere completamente rimpiazzati dal solito Compiz-fusion.
Io preferisco abilitare gli effetti 3D di KDE4, per vedere e verificare l'evoluzione.
Ci sono molte novità su KDE4 alcune già integrate ed altre ancora da sviluppare per esempio:
Solid :Integrazione di KDE con l’hardware
Oxygen :Nuovo set di icone estremamente bello e pulito (molti di noi lo usano già da tempo su KDE3.5.x)
e cosi via
Tralasciando le impressioni o la descrizione dell'estetica del desktop di KDE4, focalizziamoci sulle differenze pratiche con la precedente serie 3.5.x
Il desktop risulta pulito ed elegante, tramite l'angolo destro dello schermo potremo aggiungere dei “plasmoidi” in funzione delle proprie preferenze ed esigenze.
Il menù di accesso alle applicazioni e` Kickoff il che può piacere o meno, e di conseguenza può essere sostituito. Da questo menù sarà possibile, tramite le seguenti schede
Preferiti | Applicazioni | Computer | Cronologia | Esci
accedere ai programmi, alle applicazioni lanciate recentemente, alla propria home etc.
Ecco una breve panoramica delle schede.....
Preferiti. Qui puoi mettere le tue applicazioni preferite, basta usare il tasto destro sull'elemento del menù che vuoi aggiungere e scegliendo «aggiungi ai preferiti» oppure «rimuovi dai preferiti».
Applicazioni Non occorre dire che qui si trovano tutti i programmi installati. Alcune note:
Per accedere al menù basta spostare il puntatore del mouse nell'angolo in basso a sinistra, si eviterà il click.
Le applicazioni appena installate saranno presenti anche in un apposito menù .
Computer Accesso ai dispositivi (dischi rigidi, memorie flash USB etc).
Collegamento alle cartelle preferite, impostazioni di sistema.
Cronologia Documenti ed applicazioni aperti di recente
Esci Qui non aggiungo nulla.
Sulla consueta barra trovano già posto alcune icone, che sono i plasmoidi inseribili anche sul desktop, come abbiamo precedentemente detto.
Uno di questi e' il “notificatore dei nuovi dispositivi” in pratica all'inserzione di una penna USB (solo per esempio, ma succederà anche per i CD) comparirà automaticamente la relativa icona.

Cliccando sull'icona della penna USB si aprirà dolphin, su quest'ultimo notare l'icona sul menù di sinistra relativa al dispositivo.

premendo con il tasto destro su quell'iconcina sarà possibile rimuovere il dispositivo.

Come ormai tutti sanno dalla versione 4 di KDE konqueror assume il ruolo di browser internet puro lasciando il posto ed il compito delle funzionalità di file browser a “dolphin”, certamente più pulito nella grafica ha comunque tutte le funzionalità che aveva konqueror e non dovrebbe destare alcun problema il passaggio da uno all'altro. Sarà comunque possibile utilizzare ancora konqueror.

L'immagine mostra come appare dolphin dopo aver attivato tutti i pannelli disponibili:
Risorse <> F9
Informazioni <> F11
Cartelle <> F7
Terminale <> F4
sono raggiungibili dal menù Visualizza | Pannelli ....
Per ottenere una visualizzazione con doppia finestra si deve premere l'icona “Dividi”
Il centro di controllo di KDE4 raggiungibile da
Menu | Computer | Impostazioni di sistema

Le voci sono le solite già presenti nel vecchio centro di controllo, e le funzioni rimangono le stesse.
Se si desidera utilizzare gli effetti 3D di compiz-fusion o il decoratore delle finestre Emerald sarà sufficiente seguire le indicazioni dei paragrafi precedenti, configurando se necessario driver proprietari( con schede video Nvidia e Ati) ed abilitare da MCC gli effetti 3D.
NOTA:
Una sezione dedicata a KDE4 , viene introdotta sul Manuale delle Applicazioni reperibile sempre sul sito www.linux-corner.it .
Installare il pacchetto lm-sensor
lanciare come SU il comando:
#sensors-detect
Seguire i suggerimenti proposti ad ogni domanda (le opzioni scritte in maiuscolo)
Ad un certo punto del wizard ti verrà specificato di copiare alcune righe in fondo ai seguenti files :
/etc/modprobe.conf (le versioni del kernel precedenti la 2.6 usavano /etc/modules.conf )
/etc/rc
per esempio in /etc/modprobe.conf
#----cut here----
# I2C module options
alias char-major-89 i2c-dev
#----cut here----
e in /etc/rc
#----cut here----
# I2C adapter drivers
modprobe i2c-viapro
modprobe i2c-isa
# I2C chip drivers
modprobe eeprom
modprobe w83781d
# sleep 2 # optional
/usr/local/bin/sensors -s # recommended
#----cut here----
Seguire le indicazioni riportate chiaramente dal terminale.
Al riavvio del sistema lanciando il programma sensors da terminale verranno elencate tutte le informazioni disponibili. Si può a questo punto installare e lanciare il programma Gkrellm ed abilitare la visualizzazione dei parametri più interessanti.
Ciò che si otterrà sarà una barra con tutte le informazioni, la cui visualizzazione sarà stata abilitata.
Tra queste ci saranno:
monitoraggio eth0
monitoraggio ppp0
Processi attivi
Carico CPU
Memoria
Accesso al disco
Temperature (case e uP)
RPM ventole.

Barra di GKrellm
Nota che la sezione Mail può essere impostata per controllare il server di ricezione (es pop.fastwebnet.it) ogni tot tempo (es 1m) nel caso in cui sia rilevata la presenza di un mail la letterina e un pinguino si muoveranno.
Si può impostare anche un suono..... che ti avvertirà dell'arrivo della posta (utile se si ha un accesso costante ad internet o fastweb), sempre dalla configurazione sezione Posta
si scrive il comando
artsplay /<percorso+nome del file.wav>

vanno bene tutti i formati....
Le informazioni dei sensori possono essere visualizzate da molti altri programmi (per esempio alcuni widget di superkaramba).
Per poter vedere i vari formati multimediali sia audio che video, nonché leggere i dvd nel modo più completo possibile, occorre installare alcuni pacchetti che forniscono le librerie ed i codec necessari.
libdvdcss
win32-codecs
real-codecs
Installandoli potrai vedere tutti i tuoi DVD.
SE HAI ATTIVATO I REPOSITORY PLF-FREE e PLF-NONFREE
ti sarà sufficiente usare INSTALLA SOFTWARE da MCC cercare e selezionare libdvdcss e win32-codecs real-codecs ed installarli.
Oltre a questi tre pacchetti dovresti installare
gstreamer0.10-pitfdl questo pacchetto permette a gstreamer di utilizzare le dll dei codecs presenti in /usr/lib/win32/ (che vengono installati da win32-codecs)
helixplayer-helix-codecs
Come già detto, con le ultime versioni il sistema di rilevamento e montaggio dei dispositivi USB è decisamente efficiente, quindi in linea di massima tutto ciò che si connette al PC viene rilevato e montato automaticamente presentando una ICONA nella cartella DEVICES o Periferiche presente sul desktop. Inoltre compare automaticamente una finestra con varie opzioni tra cui scegliere, ad esempio apri in una finestra oppure non fare nulla.
Per le macchine fotografiche si può usare il programma DIGIKAM, basta collegare la fotocamera e dal menù “macchina fotografica” si preme su “aggiungi macchina fotografica”
Questo programma e utile sia come semplice catalogatore / visualizzatore sia per correggere e ritoccare le nostre foto. Per foto ritocchi più complessi affidarsi a Gimp.
Come spesso avviene in Linux abbiamo anche per l'OCR dei programmi da linea di comando e dei front-end per semplificarne l'utilizzo, oltre al famoso gocr ora abbiamo a disposizione anche OCRAD.
Tra i front-end per questi programmi invece risaltano
GTK-OCR
Kooka
ed altri.
Utilizzando prevalentemente l'ambiente KDE preferisco usare Kooka
Come primo passo occorre installare i seguenti programmi
ocrad
kooka
con il solito comando dato da superuser
#urpmi kooka ocrad <INVIO>
Kooka
Non ci sono particolari impostazioni da eseguire, occorre solo verificare la presenza dei programmi GOCR e OCRAD
quindi cliccare su Impostazioni |configura kooka e spostarsi sulla sezione OCR

Scegliere il Motore OCR da utilizzare.
basta fare una scansione per l'anteprima selezionare da questa la parte di testo che ci interessa ed eseguire la scansione finale.
Come parametri per la scansione, vista la natura della scansione e ciò che si vuole ottenere, potremmo impostare i seguenti valori
SCAN MODE : LINEART
RISOLUZIONE : 600 (*)
CONTRASTO : 70
Tali valori vanno modificati in funzione delle caratteristiche e della qualità della stampa da trattare.
A questo punto si può eseguire l'OCR sia di tutto il testo sia di un'ulteriore porzione. All'avvio della conversione si potranno impostare alcuni filtri e soprattutto la codifica da utilizzare per il riconoscimento ottimale dei caratteri speciali (à,è,ì etc)
(*) non serve a molto aumentare al massimo la risoluzione poiché cosi facendo aumentano anche i disturbi che possono impedire il corretto riconoscimento del carattere.
Alla fine del processo di OCR il testo importato verrà inserito in un visualizzatore ed in automatico partirà la correzione tramite ISPELL, o altro in base alle impostazioni scelte.
Non rimane che correggere il testo scegliendo tra le varie parole messe a disposizione dal correttore.
Sempre più produttori di hardware rilasciano driver proprietari anche per Linux, uno di questi e' NVIDIA, produttore di chip grafici (GEFORCE2, 4 , GEFORCE FX, GeForce serie 6000/7000/8000 etc) e chipset per motherboard NFORCE (Nforce 2, Nforce2 ultra 400, Nforce3 Nforce4 etc)
NOTA: A mio parere e` assolutamente da preferirsi l'installazione tramite pacchetti DKMS, i quali hanno molti vantaggi tra cui elenco :
Semplicità di installazione
Aggiornamento automatico dei driver durante gli aggiornamenti del sistema.
Ricompilazione automatica dei driver in caso di aggiornamento del kernel e dei relativi pacchetti devel.
usare l'altro metodo solo nel caso di impossibilita di accesso alla rete.
NOTA: se si installa il S.O. Da cd-live ONE verranno già installati i driver proprietari opportuni.
Prima di tutto occorre installare i file kernel-source che dalla Mandriva 2010 avranno anche l'estensione devel, per permettere all'applicazione di compilare i nuovi driver.
Vista la possibilità di aggiornare il sistema via rete, e sempre opportuno verificare la versione del kernel con il comando
$uname -r
Il quale restituisce qualcosa del genere: 2.6.29-server-1mnb
e quindi installare i kernel-devel con
#urpmi kernel-server-devel-2.6.29<INVIO>
Se il kernel utilizzato e i kernel devel non sono allineati, l'installazione del driver non verrà completata.
NOTA: ovviamente si può selezionare il pacchetto devel giusto da “installa software” cercando kernel, sarà sufficiente selezionare il pacchetto devel corrispondente al proprio kernel ed installarlo direttamente dal tool grafico.
Dal sito Nvidia nella sezione download si possono scaricare gli ultimi driver per la propria scheda, basta selezionare la serie e si verra mandati nella pagina di download opportuna
Nel mio caso avendo sistemi con le GPU FX5200, Geforce 7050 e 7300 GS
scarico il file
NVIDIA-Linux-x86-169.07-pkg1.run (Il numero varia in caso di nuove versioni)
Per installare il driver occorre uscire dal serverX lo si può fare da console (prompt) lanciando come amministratore il comando:
#init 3 <INVIO>
il serverX cesserà di funzionare e si ci ritroverà davanti ad una console pura.
A questo punto si va nella directory dove abbiamo salvato il nostro file .run e daremo il comando:
#sh NVIDIA-Linux-x86-169.07-pkg1.run
Partirà una applicazione che installerà nel sistema il nuovo driver, ma per farlo dovrà compilarne uno.
Unica attenzione e nel rispondere NO alla richiesta di connessione al mirror Nvidia per la ricerca di un driver già compilato (si può anche tentare se si ha internet ADSL gia attivo e se non si e' mai aggiornato il kernel).
Finita la procedura si deve dire al sistema di usare il driver Nvidia, per farlo occorre editare il file:
/etc/X11/xorg.conf
quindi:
[root@GOLD davide]#vi /etc/X11/xorg.conf
nella sezione DEVICE cambiare la voce Driver che da "nv" deve diventare "nvidia"
Section "Device"
Identifier "device1"
VendorName "nVidia"
BoardName "NVIDIA GeForce FX (generic)"
Driver "nvidia"
Option "DPMS"
EndSection
Nota: Lascio le seguenti righe ma non sono più necessarie.
inoltre solo per precauzione occorre verificare che all'inizio del file sezione Module ci sia la voce corretta chiamata glx:
Section "Module"
Load "dbe" # Double-Buffering Extension
Load "v4l" # Video for Linux
Load "extmod"
Load "type1"
Load "freetype"
#Load "glx" # 3D layer
Load "/usr/lib/xorg/modules/extensions/nvidia/libglx.so"
EndSection
salvare il file
ESC
:wq
controllare inoltre la presenza della voce “nvidia” in /etc/modprobe.preload
e riavviare il serverX con il comando
#init 5 <INVIO>
oppure riavviare il sistema con il comando
#shutdown -r now <INVIO>
Se si sono già configurati i repository ftp di PLF (PLF-free e PLF-nofree)
Si può lanciare il seguente comando:
#urpmi nvidia <INVIO>
Verrà installato un pacchetto X11-server-nvidia
Dopo l'installazione lanceremo Xfdrake tramite il quale andremo a riselezionare la nostra scheda video (sono elencate praticamente a gruppi per esempio “Geforce FX – 8800”) confermare.
Veniamo avvertiti della presenza di un driver Proprietario e ci viene chiesto se vogliamo usarlo.... Clicchiamo su “SI”
Verranno cosi installati i pacchetti DKMS necessari.
I driver ora sono installati, riavviare per verificare l'assenza di eventuali problemi.
Possiamo comunque controllare/modificare i soliti file:
/etc/X11/xorg.conf
/etc/modprobe.preload
Vedi impostazioni paragrafo precedente, o segui le indicazioni riportate al termine dell'installazione dei moduli.
Il vantaggio di utilizzare questi pacchetti e` oltre al non dover uscire da X, quello di venire automaticamente ricompilati ad ogni aggiornamento del kernel, e di venire aggiornati durante i consueti aggiornamenti del sistema.
Lo svantaggio e` che aggiornandosi automaticamente durante gli aggiornamenti di sistema si corre il rischio, bassissimo perché vengono prima ampiamente testati, di installare una versione con bachi anche bloccanti, dovuti alla pacchettizzazione o dal driver stesso. Per ovviare a questo problema basta inserire questi driver tra i pacchetti da non aggiornare.
I driver installati forniscono alcuni programmi come nvidia-settings con cui si possono ricavare molte informazioni sul hardware della scheda video.

Questa sessione risulta essere sempre meno necessaria vista la qualità dei driver OS, e verrà rimossa nella prossima versione del manuale.
La maggior parte delle funzioni del chipset viene svolta grazie a driver open-source (USB IDE AGP etc) solo per la sezione audio ed Ethernet Nvidia rilascia questo driver:
NFORCE-Linux-x86-1.0-0301-pkg1.run
Ovviamente scaricate l'ultima versione.
Aprite una shell e come superuser digitate il comando
#sh NFORCE-Linux-x86-1.0-0301-pkg1.run
Si aprirà un programma molto simile al precedente che vi installerà in sequenza i driver audio e Ethernet.
Nel caso in cui entrando, la prima volta dopo l'installazione dei driver, in KDE si rilevasse un errore del server sonoro occorre cambiare il settaggio del server sonoro per i vari utenti, lo si fa da Control Center di KDE sezione SUONO|SISTEMA SONORO, finestra hardware e occorre selezionare “threader Open Sound System” (quest'ultimo passo non dovrebbe essere necessario con la 2006)
Questo pacchetto installa alcuni programmi come nvmixer per settare volume o numero di casse.

Installare i sorgenti del kernel
e lanciare l'installazione dei driver DKMS con il comando:
#urpmi ati
rispondere si per risolvere le dipendenze.
Non posso essere più dettagliato in quanto non ho mai avuto modo di provare delle schede ATI, comprando, infatti sempre l'hardware in funzione di Linux, non prendo nemmeno in considerazione le schede diverse da Nvidia o intel..... almeno per ora. Ma questa e` soltanto una mia opinione personalissima.
Maggiori informazioni dedicate si possono trovare comunque in rete.
Intel rilascia i driver direttamente alla comunità Open source quindi non ci sono driver proprietari da aggiornare. Avendo un portatile con scheda video Intel ho potuto constatare che i driver rilasciati sono sufficientemente buoni, ed e` attivabile anche il 3D.
Le performance non sono paragonabili alle schede Nvidia, ma decisamente buone.
Nota: alcune volte la riproduzione di video con questo tipo di schede video presenta un anomala sovrapposizione di puntini neri sulle immagini. Per risolvere tale problema sarà sufficiente selezionare nelle impostazioni del player nella categoria VIDEO un Video driver adatto, come per esempio X11Shm.
Questo su quasi tutti i player mplayer, xine e i programmi che a loro si appoggiano kmplayer , kaffeine etc.
Tutti i modem seriali sono sicuramente MODEM tutti gli altri USB, PCI ect sono generalmente dei win-modem le cui funzioni proprie del modem vengono demandate al uP.
I win-modem non funzionano su linux per l'assenza dei driver, mentre i modem veri funzionano tutti.
Assicurarsi di avere nello “start” menu
K
Rete
Accesso remoto
il link KPPP
Se non è stato installato provvedere all'installazione del pacchetto kdenetwork-kppp
A questo punto lanciamo il programma kppp
Cliccare su impostazioni
apparirà una finestra con le seguenti cartelle

Account Dispositivo Modem Grafico Varie
In account
Nuovo
Finestre di dialogo
Si apre una finestra in cui andranno inserite alcune informazioni
Nome della connessione (es. Libero)
Numero di telefono (tramite il tasto aggiungi)
Autentificazione (lasciare PAP/CHAP)
Salva password (se si vuole)
Saltare le cartelle IP, Gateway, Script di accesso ed esegui
In DNS
Nome dominio (es libero.it)
NOTA: nel caso in cui il collegamento vada a singhiozzo, provvedere ad aggiungere il segno di spunta sulla voce “Disabilita DNS locali durante la connessione”, il problema è proprio causato dal settaggio DNS inserito di default durante l'installazione.
In Costi Telefonici
Abilitare e selezionare la tariffa in uso
Si torna nella finestra di setup e si ci sposta
In Dispositivo
Dispositivo Modem (es /dev/ttyS0 se su com1 ttyS1 se su com2, scegli dalla lista)
Controllo di flusso (Hardware)
Fine riga (CR/LF)
Velocità di connessione (57600)
Eliminare il segno di spunta da “Utilizza file di Lock”
In Modem
Abilitare “attendi il segnale di linea prima di comporre il numero
Impostare 10 sec.
Cliccare su comandi modem
Dalla finestra apparsa impostare solo i campi :
Stringa di inizializzazione 1 ATZ
Stringa di inizializzazione 2 ATX3 (questo è importante)
In Varie
Abilitare
Aggiungi al pannello appena connesso
Mostra orologio nel titolo
Disconnetti all'uscita da X
Riduci ad icona appena connesso
La configurazione è finita ora basta tornare alla finestra principale ed inserire
User name e password poi click su connetti
Nota:
Avendo abilitato i costi telefonici, è possibile verificare i costo delle connessioni mese per mese basta andare su impostazioni e da li su Visualizza Log. (molto utile)
NOTA:
Questo tipo di configurazione vale per i collegamenti con modem tradizionali a 56Kbit/s non per i collegamenti ADSL, per quest'ultimi la situazione varia a seconda del tipo di collegamento Flat o ad utilizzo e pppoe o pppoa.
Nel caso di accesso tramite rete FASTWEB tutti questi passaggi risultano superflui in quanto la rete si auto configurerà tramite DHCP all'avvio e l'accesso avvera tramite browser direttamente sulla propria home page.
Dalla prossima versione del manuale rimuoverò il paragrafo relativo a LILO
Il boot loader utilizzato di default da Linux Mandriva fino alla versione 2007 era LILO il file di configurazione si trova come al solito in /etc/
il file è lilo.conf
che ha in genere la seguente struttura: (queste sono --> le mie note)
default="Mandriva_2007" --> S.O. che parte di default copia qui il nome riportato nel tag “label”
boot=/dev/hda
map=/boot/map
keytable=/boot/it-latin1.klt
prompt
nowarn
timeout=30 --> tempo di attesa prima dell'avvio del S.O. Di default
message=/boot/message
menu-scheme=wb:bw:wb:bw
image=/boot/vmlinuz
label="Mandriva_2007"
root=/dev/hda1
initrd=/boot/initrd.img
append="resume=/dev/hda5 splash=silent"
vga=788
read-only
image=/boot/vmlinuz --> da qui in giu di solito li commento tutte le righe con un #
label="linux-nonfb"
root=/dev/hda1
initrd=/boot/initrd.img
append="devfs=mount hdd=ide-scsi acpi=off"
read-only
image=/boot/vmlinuz
label="failsafe"
root=/dev/hda1
initrd=/boot/initrd.img
append="devfs=nomount hdd=ide-scsi acpi=off failsafe"
read-only
other=/dev/fd0
label="floppy"
unsafe
Se vuoi far partire windows® come S.O. Di default allora copia il contenuto della label (windows®) nel tag default.
Ogni modifica al lilo.conf viene presa in carico solo se dopo la modifica del file viene eseguito il seguente comando:
# lilo <invio>
Da notare che la configurazione del lilo, può essere svolta tramite l'apposito tool contenuto in MCC (Mandriva Control Center – voce “Configura il tuo computer” nel menù di avvio)
Se non ti piace il tema di default di Mandriva 2007 un modo rapido e sicuro di cambiare tutto l'aspetto iniziale e il seguente:
Scarica i temi per lilo che più ti piacciono, e scarica anche un tema per KDM che cambierà l'aspetto della pagina per il login.
Poi (come root) copi le immagini per le varie risoluzioni dentro la seguente cartella:
/usr/share/bootsplash/themes/Mandriva/images/
tramite l'apposito tool in
MCC | Avvio
selezioni nuovamente il tema Mandriva nella sezione Lilo e premi OK
Questo cambierà l'immagine di sfondo durante il Boot, diciamo l'immagine con la barra che indica il caricamento del sistema, a questo punto, vorrai cambiare anche la maschera per il login.
Prima di tutto installi il pacchetto kdmtheme, questo pacchetto non è fornito dalla distribuzione, tuttavia anche se fosse già in tuo possesso controlla per eventuali upgrade su http://rpmfind.net (ricorda che i pacchetti rpm per mandriva sono targati MDK) se hai gia impostato i repository devi solo installarlo.
lo installi con il solito comando #urpmi kdmtheme
con questo passo si ottiene un nuovo tool che si inserirà direttamente in KDE control center /sistema la voce sarà KDM theme manager
non ti resta che scaricare da internet i temi KDM e dal tool premere su install new theme selezionare il pacchetto TGZ del tema e se ti piace usare il tasto APPLICA.
I temi per KDM li puoi trovare in http://www.kde-look.org/
Dalla versione 2007.1 il bootloader di default e` GRUB
Per la sua configurazione consiglio l'utilizzo del tool grafico “Configura il boot del sistema” presente nella sezione AVVIO in MCC (Mandriva Control Center)

Si può variare il tempo di attesa nella maschera di scelta iniziale e le impostazioni sull'utilizzo o meno del ACPI /APM etc. premere avanti e si ci ritroverà l'elenco delle voci che troveremo nella maschera di selezione all'avvio del PC. Qui possiamo selezionare ciascuna voce e premendo il tasto modifica variare Nome, opzioni passate al kernel e altro.

Premere OK e FINE aspettare alcuni istanti fino al ritorno al MCC.
Vedi “Manuale delle Applicazioni ” per avere una guida ai programmi di più frequente utilizzo.
Programma di masterizzazione
Posta elettronica
Gestore file Mp3,ogg
Gestore Fotocamera e foto
Ed altro
Per il gestore dei conti correnti “GnuCash” c'è un apposito manuale sempre nel sito http://www.linux-corner.it
Tutte le versioni di Mandriva (come qualsiasi altra distribuzione) forniscono già una delle ultime versioni stabili del pacchetto OpenOffice.org tuttavia nel caso in cui, si voglia provare una versione beta, per futuri aggiornamenti a nuove versioni stabili non ancora disponibili per la propria distribuzione (l'attuale versione 2.4.1), o semplicemente per utilizzare la versione ufficiale ed per avere lo stesso set di icone e splash-screen iniziale su vari sistemi (linux - win etc) seguire le seguenti indicazioni.
Occorre come prima cosa procurarsi tramite internet o riviste il pacchetto compresso.
OOo_2.4.1_LinuxIntel_install_it.tar.gz (Il nome varia a seconda della versione)
Poi scompattarlo (lo si può fare ovviamente anche per via grafica con il tasto destro scegliendo la voce estrai, oppure cliccando sull'icona e copiando il contenuto in un altra area.)
# tar -zxvf Ooo_<versione>_.linuxintel_install.tar.gz
Per installarlo si ci sposta sulla directory con il comando
# cd OOH680_m17_native_packed-1_it.9310/RPMS
Qui si trovano dei file RPM quindi per installarli aprire una console, se si e preferito usare le via grafiche fino a questo punto, e accedere come root
[root@GOLD davide]#
dare il comando di installazione
[root@GOLD davide]# urpmi *.rpm
cosi verranno installati tutti i files .rpm presenti nella cartella.
Ultimo passo è entrare nella cartella desktop-integration
e installare il pacchetto dedicato alla nostra distribuzione (quello segnato con Mandriva).
FATTO!
Ogni volta che lo si vuole aggiornare sarà sufficiente rimuovere l'applicazione con l'apposito tools di rimozione in Mandriva Control Center, cercando “openoffice” poi basterà ripetere le operazioni di installazione.
La versione ufficiale di OpenOffice viene installato in /opt/
quindi se si installa la versione 2.1 la si può trovare in
/opt/openoffice.org2.4/
I passaggi sopra elencati si possono effettuare anche in maniera del tutto grafica, fino al comando urpmi *.rpm, che ovviamente e molto più comodo e semplice dare da prompt.
Lo si può aggiornare (in automatico) tramite i repository inseriti precedentemente.
E sarà installato in /usr/lib/mozilla-firefox-<versione>, questa e la via migliore tenendo in considerazione anche dei frequenti aggiornamenti.
In caso si voglia aggiornare il browser rapidamente all'ultima versione abilitare i repository MIB.Vedi relativo paragrafo.
In caso si vogli installare il pacchetto della casa madre....
Scarico il file di installazione:
firefox-2.x.tar.gz
[davide@GOLD ~]$ tar -zxvf firefox-2.x.tar.gz <INVIO>
si ottiene la directory firefox
Si va in modalita Super user
[root@GOLD davide]# cp – rf firefox /opt/
Da questa versione la cartella firefox contiene gia tutto il necessario per funzionare
quindi basta creare il link simbolico al programma firefox nella solita /usr/bin/
[root@GOLD davide]# cd /usr/bin/
[root@GOLD davide]# ln -s /opt/firefox/firefox
Ad ogni aggiornamento non si fa altro che copiare la cartella estratta dal .tgz (firefox)
in /opt/ sovrascrivendo la vecchia.
NOTA 1
Per impostare FIREFOX come il browser predefinito per l'apertura dei link http e https, al posto di KONQUEROR, vai sul Centro di controllo KDE4, nella scheda “Generale” apri la voce “Applicazioni predefinite” e seleziona “Navigazione Web” e nella finestra di destra metti il segno di spunta su “nel seguente browser:” scrivendo firefox oppure /usr/bin/firefox. Premi applica.
NOTA2
Si può vedere la lista dei plugins già presenti nel browser scrivendo al posto dell'indirizzo internet da cercare, la stringa:
about:plugins
oppure dal browser tramite il menù strumenti | componenti aggiuntivi | scheda Plugins
ciascun Plugin può essere attivato tramite l'apposito tasto
Per una corretta navigazione nei siti in genere occorre installare i vari Plugin di solito:
Java (si deve creare il link simbolico al Plugin
Acrobat Reader (c´è un programmino di installazione del Plugin apposito in
/usr/local/Adobe/Acrobat7.0/Browser
#6.2.5.Acrobat Reader|outline)
Flash Player (#6.2.6.Flash Player|outline)
mozplugger (Insieme di plugin per video pdf etc DA INSTALLARE)
la directory più corretta in cui installare, di volta in volta, i vari plugin sarebbe /usr/lib/mozilla/plugins/.
Durante la navigazione la mancanza di un plugin viene di norma segnalata, si può scegliere di installarla direttamente da internet (l'installazione avverra a livello utente senza problemi o rischi per il sistema). Ricorda che non tutti i plugin esistono per Linux o Mac-OSX .
In caso di installazione della versione ufficiale mozilla, Ogni volta che si vuole /occorre eseguire upgrade del browser è sufficiente copiare la cartella firefox della nuova versione in /opt in modo da sovrascrivere la precedente. I Plugin e le impostazione saranno mantenute.
Da super user
[root@GOLD davide]# cp – rf firefox /opt/
Se si usa i repositori ed il pacchetto rpm mandriva non ci sarà nulla da fare.
Pacchetto scaricato dal sito ufficiale
Scaricare il file di installazione più recente dal sito della SUN.
In genere se non si hanno esigenze di sviluppo basta scegliere la versione JRE
Si va in modalità Super user
Si copia il file in /usr/lib/
e si da il comando sh Jre-1.5.0-01.bin <INVIO>
viene scompattato ed installato il Java
A questo punto si va in /usr/lib/mozilla/plugins/ e si crea il link simpolico al plugin java
#ln -s /usr/lib/jre1.5.0_01/plugin/i386/ns7/libjavaplugin_oji.so
FATTO!
RPM per Mandriva
Dopo aver configurato i repository e sufficiente il comando da terminale
urpmi java-1.5.0-sun
oppure
urpmi java-1.6.0-sun
dipende dalla versione che desideriamo.
Se usiamo il sistema di installazione dei pacchetti grafico, sarà sufficiente cercare “sun” e selezionare la versione di java che desideramo.
Scaricare il file di installazione più recente dal sito della Adobe
http://www.adobe.com/it/products/acrobat/readstep2.html
(L'ultima versione attualmente e la 8.1.4 )
Si può scegliere di downloadare la versione pacchettizzata rpm
L'ultima versione e` la 8.1.4
AdobeReader_ita-8.1.4-1.i486.rpm
Si va in modalità Super user
e la si installa con il comando
#urpmi AdobeReader_enu-8.1.1-1.i486.rpm
oppure cliccandoci sopra …......
il pacchetto viene installato in /opt/Adobe, questo per la versione 8.x per le precedenti la locazione era /usr/local/Adobe/
Solo nel caso non venga fatto in automatico provvedere all'installazione del pluging per i browser
si ci sposta quindi in /opt/Adobe/Reader8/Browser
e da qui come super user si da il comando
#./install_browser_plugin
Enter the install directory for Adobe Reader 8.1.0 [/opt/Adobe/Reader/]
(lasciare il default quindi INVIO)
sceglere l'opzione 1 “Perform global installation”
Enter the browser install directory -
inserire il percorso per la cartella del browser
(per esempio /usr/lib/mozilla)
a questo punto viene chiesto
Do you want to install another browser ? [y/n] n
in caso di utilizzo di vari browser scegliere y e ripetere le varie operazioni.
Scaricare il file di installazione per Linux
install_flash_player_7_linux.tar.gz
decomprimerlo con il comando
$tar -zxvf install_flash_player_7_linux.tar.gz
viene creata una cartella (install_flash_player_7_linux)
$cd install_flash_player_7_linux
#./flashplayer-installer
tre <INVIO>
e poi inserisci la directory dove è installato il browser:
/usr/lib/firefox-installer/ oppure /opt/firefox/
----------- Install Action Summary -----------
Macromedia Flash Player 7 will be installed in the following directory:
Browser installation directory = /usr/lib/firefox-installer/
Proceed with the installation? (y/n/q):y
Installation complete.
Perform another installation? (y/n): n
FATTO!
Dopo l'aggiunta dei repository e possibile installare il pacchetto
flash-player-plugin
che fara il download e l'installazione completa del flash player
FATTO!
Sempre più plug-in proprietari vengono forniti direttamente sui repository internet “tipo plf-nonfree” quindi se si ha a disposizione una connessione ad internet ed i repository già configurati il modo più veloce per installarli e` usare i file RPM forniti.
Quindi ci si limita a dare i seguenti comandi (root)
#urpmi flash-player-plugin : Falsh Player
#urpmi java : Java
Selezionando la versione desiderata dall'elenco proposto
(in genere scelgo l'ulima versione (SUN)
Il vantaggio sta anche negli eventuali aggiornamenti che verranno installati in automatico durante i classici aggiornamenti del sistema.
Purtroppo esistono diversi plugin non disponibili per linux, il solito consiglio e` sempre quello di mandare un mail al sito per richiedere maggiore attenzione all'utilizzo di tecnologie completamente fruibili, detto questo vediamo come aggirare il problema. Per esempio con il plugin SHOCKWAVE
Installiamo wine, probabilmente lo avrete già fatto.
Controlliamo sempre l'ultima versione disponibile sia sui repository ufficiali sia su quelli MIB (più aggiornato) nel caso ci fosse una versione più recente di quella installata provvedere all'aggiornamento.
NOTA:
Per controllare la versione di wine usare il comando da terminale
$wine –version
verificare che in wine sia settato come default “XP”
lo si fa dalla voce “configurazione” in
MENU|Strumenti |emulatori|wine
Scarichi il browser firefox,
nella versione per windows®, dal sito
http://www.mozilla.com
lo installi da terminale
$ wine <nome del
file.exe>
scarichi
shockwave
http://adobe-shockwave-player.it.malavida.com/d297-scaricare-gratis-windows
e lo installi con wine come al solito
$ wine
<nome del file.exe>
Lanci il firefox (win) dal menu wine
verifichi l'installazione del plugins shockwave
scrivendo
about:plugins
poi metti il nome del sito che
vuoi vedere, per fare un
esempio
http://archimedes.infm.it/grandidomande/index.php3
dovrebbe funzionare tutto.
La stessa procedura può essere usata anche per altri plugin.
Ci sono alcuni ritocchini che possono essere utilizzati per rendere più fruibile il nostro sistema.
“Yakuake”, per esempio, e` uno splendido programmino che permette di avere sempre pronto un terminale. Non lo si vedrà ma basterà un semplice click su F12 e comparirà dall'alto.
Nota: in caso di utilizzo di Beagle (Programma di ricerca file, compare un cagnolino nel vassoio di sistema vicino all'orologio) il Tasto F12 sarà già utilizzato, quindi cambiarlo in uno o l'altro programma (io disabilito subito Beagle).
KBFX
“KBFX” permette di sostituire il menù Start solito con uno.... bello e funzionale
la cui icona potrà essere facilmente sostituita con una nostra.

Tramite il tasto destro si può accedere al sistema di configurazione, dove troveremo varie opzioni, tramite le quali potremo installare nuovi temi o modificare quelli presenti, sostituire l'icona del menù o l'immagine affianco al nostro nome, scegliere se abilitare il menù a due o tre colonne e molto altro.
MENU CLASSICO
Nota: Se volessimo solo sostituire l'icona del tasto START con una personalizzata, sarà sufficiente copiare l'icona in
~/.kde/share/icons
ed aggiungere al file di configurazione ~/.kde/share/config/kickerrc
le seguenti stringhe:
[KMenu]
KmenuIcon=<nome del file senza estensione>
lanciare il comando “dcop kicker kicker restart” per ricaricare le impostazioni
KICKOFF
Dalla Versione 2008 su KDE (su entrambe le versioni disponibili) c'è la possibilità di usare il nuovo menù “Kickoff” al posto del classico menù, sarà sufficiente cliccare su menù con il tasto destro per selezionare abilita “kickoff”
Sviluppato da Suse ... Come al solito ...Da provare!
|
|
L'aspetto del menù e` molto simile a KBFX, ma, rispetto a quest'ultimo, la soluzione delle schede forse e` più semplice e chiara.
La navigazione all'interno risulta abbastanza semplice, anche se rispetto al menù CLASSICO, può sembrare più lenta e meno naturale, ma forse tutto ciò e dovuto all'abitudine, ed infatti e presente anche usando KBFX. |
LANCELOT
Assolutamente da provare l'applet LANCELOT su KDE4
|
|
L'aspetto del menù e` molto simile agli altri..
l'icona a forma di calice in basso a destra permette di cambiare alcune impostazioni del menu Per cambiarne altre e anche l'icona del menù stesso, usare il tasto destro sull'icona principale e selezionare “impostazioni del menù di avvio applicazioni Lancelot” |
Sulla sinistra della finestra di konqueror siamo abituati a trovare una serie di tasti che ci permettono di accedere rapidamente a determinate sezioni del sistema, di solito “Cartella Home” , Root, network, cronologia , etc.

Se si vuole aggiungere un proprio link ad una cartella particolare si può inserire in
~/.kde/share/apps/konqsidebartng/filemanagement/entries/
se si vuole fare il link ad una directory bastera
Copia il file root.desktop
rinominarlo
es Kommander (nel mio caso volevo un link ad una directory contenente i miei Kommander script)
e tramite il tasto destro – proprerty modificare il campo URL:/ con quello desiderato
ecco ciò che si ottiene.

Oppure si può fare la stessa cosa con il tasto destro sulla barra delle linguette
Aggiungi nuovo -> cartella
Tasto destro sulla cartella -> imposta URL:/
selezionare la cartella che si desidera ritrovare rapidamente
Usare
Tasto destro sulla cartella -> imposta nome
ed
Tasto destro sulla cartella -> imposta icona
Per scegliere rispettivamente il nome della linguetta e l'icona
Ogni volta che si clicca con il tasto destro su di un file compare un menù contestuale che a seconda del file presenta determinate azioni possibili, queste azioni sono facilmente estendibili, per semplificarci o velocizzare l'esecuzione di una determinata azione.
In genere si trovano già predisposti alcuni service-menu

Oppure

Per esempio,
Per aprire un file con kwrite, senza usare
<TASTO DESTRO> | Apri con | scelta programma | OK
si scarica da KDE-looks l'apposito service menu, in questo caso
36216-Edit-file-it.desktop (già tradotto in italiano)
e lo si inserisce nella directory
~/.kde/share/apps/konqueror/servicemenus/
se lo si vuole rendere disponibile solo al proprio utente
altrimenti in
/usr/share/apps/konqueror/servicemenus/
se lo si vuole disponibile per tutti gli utenti.
NOTA: se si sceglie di rendere disponibile il service-menu solo all'utente la prima volta che si inserisce un file .desktop si deve creare la cartella servicemenus in
~/.kde/share/apps/konqueror/
Perché probabilmente non sarà presente.
Ripetendo l'operazione
<TASTO DESTRO> | Azioni su un file di testo ora si ottiene:

Ecco i service menu che carico :
|
Service Menu |
Descrizione |
URPMI |
|
12166-tar-servicemenu-0.1.tar.gz |
Gestion archivi compressione decompressione |
|
|
pdf-smp-0.1.tar.bz2 |
Gestione PDF |
|
|
37397-copytopen.zip |
Copia file su penna USB |
|
|
openasroot-kmenu |
Apre file con diritti super user |
|
|
kim |
Conversione immagini, resize etc |
|
Cerca i file su KDE-APPS nella sezione Service Menu.
Se all'interno del file scaricato si trovano oltre che al file .desktop altri file leggere le istruzioni per l'installazione.
In caso di service menu più complessi leggere sempre i file INSTALL o README per vedere come si installano.
NOTA: alcuni service menù sono già presenti nei repository basta solo installarli con il solito comando urpmi (vedi colonna URPMI)
per esempio KIM
#urpmi kim <invio>
Come avviene da più versioni di Mandriva il dischetto floppy viene montato tramite super mount, questa opzione risulta essere scomoda e svantaggiosa su questo tipo di supporto, almeno a mio avviso, quindi in genere provvedo a ripristinare il mount manuale aggiungendo alcune opzioni, in questo modo tra le altre cose si riprende il controllo di applicativi come kfloppy (utile per la formattazione del supporto). Per farlo si usa il Mandriva Control Center | Punti di mount | Configura il Punto di mount del lettore di dischetti.
Si selezione la voce “opzioni” e si preme OK
nella nuova maschera deselezioniamo la voce “super mount” e selezioniamo quella “no auto”, clicchiamo sulla freccia AVANZATO ed andiamo a selezionare le voci come mostrato nella seguente immagine

Si completa premendo in sequenza per le varie finestre OK, OK, e SI
Da questo momento ogni volta che si vuole usare il floppy sarà necessario andare su periferiche e montare il dispositivo, fare ciò che si vuole dopodiché smontarlo nuovamente prima dell'estrazione.
Volendo formattare il floppy sarà sufficiente smontare il dispositivo e lanciare kfloppy.
Dopo l'installazione abbiamo a disposizione di ogni programma diverse serie di caratteri, nei repository internet, ma anche nei CD/DVD di installazione, ve ne sono diversi altri, tra questi ci sono i seguenti pacchetti:
fonts-ttf-dejavu
urw-fonts
msfonts
x11-font-sun-misc (necessario solo quando ci si connette a macchine SUN e si usano applicazioni vecchiotte)
installarli da installa software oppure da terminale con:
#urpmi <nome pacchetto><invio>
una lista completa la si può trovare su “Installa software” cercando “font”
Vedi Manuale delle Applicazioni per questa sezione, lo trovi nella pagina Manuali di Linux-corner.
http://www.linux-corner.it/it/pagine/Manuali.htm
In questo capitolo elenco alcune nozioni base che spesso torna utile conoscere, anche se non sono assolutamente necessarie per l'uso quotidiano e proficuo del sistema, possono semplificare la vita in caso di problemi.
Nel manuale faccio spesso riferimento a comandi eseguiti su terminali, alcune volte soprattutto all'inizio ciò può risultare ostico, tuttavia e` bene specificare che tutte le operazioni di configurazione, installazione etc possono essere fatte anche tramite le varie applicazioni grafiche fornite da Mandriva, come da qualsiasi altra distribuzione Linux.
Detto questo, con il passare del tempo alcune operazioni, preferirete farle tramite riga di comando, proprio in funzione della loro praticità e rapidità.
Per utilizzare la shell occorre conoscere almeno i comandi principali che nell'elenco sono evidenziali in grassetto.
La shell può essere chiamata in molti modi sappiate che quando si parla di terminale, prompt, o linea di comando ci si riferisce sempre alla stessa cosa.
Ci sono un enorme quantità di comandi, qui di seguito un breve elenco dei più significativi ed utilizzati, e per alcuni sono elencate anche le principali opzioni.
man : formatta e mostra le pagine della guida in linea.
cd : cambia la directory corrente.
ls : mostra il contenuto di una directory.
cp : copia file e directory.
mv : muove o rinomina un file o una directory.
rm : cancella file e directory.
mkdir : crea una directory.
ln : crea link a file e directory.
pwd : mostra la directory corrente.
chmod : modifica i permessi di accesso di un file.
Chown : cambia il proprietario di un file.
cat : mostra il contenuto di un file.
find : cerca un file tra le directory.
vi : l'editor di testo. l'unico ed il solo.
df : mostra lo spazio libero sul disco fisso.
free : mostra lo stato della memoria.
mount : monta un filesystem.
umount : disattiva un filesystem.
ps : visualizza un elenco dei processi correnti.
kill : invia un messaggio (TERM di default) ad un processo.
hostname : mostra e cambia il nome dell'host.
gzip : comprime e decomprime file .gz.
tar : crea backup di file (file .tar).
more : separa l'output in piu' pagine (anche less).
less : separa l'output in piu' pagine
reset : resetta il terminale alle impostazioni iniziali.
zip e unzip : comprime e decomprime file .zip.
top : mostra i processi che usano più' tempo CPU o memoria.
uncompress : decomprime file compressi (file .Z)
dmesg : stampa log eventi sul sistema, se inserisci una memoria USB o un altro dispositivo vedi a cosa viene associato:
Alcuni precisazioni sulle varie opzioni dei seguenti comandi:
cp : copia file e directory.
-r ricorsivo. (se copi una directory)
-a mantiene gli attributi.
-f forza.
rm : cancella file e directory (nota bene: NON esiste undelete!!!).
-d anche directory.
-i chiede conferma.
-f forza.
-r ricorsivo. (se cancelli una directory)
tar : crea od estrae backup di file.
x estrae.
c archivia.
v verbose.
f file (in cui archiviare o da estrarre).
z processa prima con gzip (per file .tar.gz o .tgz).
In genere per archiviare:
tar -cvf <nomearchivio.tar> <nomefiles (o directory)>
e per estrarre
tar -xvf <nomearchivio.tar>
oppure
tar -zxvf <nomearchivio.tar.gz>
oppure
tar -zxvf <nomearchivio.tgz>
gzip : comprime e decomprime file (estensione .gz).
-d decomprime.
-f forza.
-r ricorsivo.
-1 piu' veloce.
-9 miglior compressione.
ps : visualizza un elenco dei processi correnti.
l formato esteso.
u nome utente ed ora di avvio.
m informazioni sull'utilizzo della memoria.
a mostra anche i processi di altri utenti.
r mostra solo i processi attivi.
x mostra anche i processi che non controllano un terminale.
tail : mostra la fine di un file.
-s solo le ultime s righe.
-c x ultimi x byte.
-f continua a leggere un file, utile se questo viene modificato.
chgrp : cambia il gruppo di appartenenza di un file.
chmod : modifica i permessi di accesso di un file.
metodo numerico:
primo numero (opzionale):
4 : set user ID
2 : set group ID
1 : swappa la text image
secondo numero; permessi del proprietario:
4 : lettura
2 : scrittura
1 : esecuzione
terzo numero; permessi del gruppo, stessi valori.
quarto numero; permessi degli altri, stessi valori.
-R ricorsivo.
chown : cambia il proprietario di un file o directory.
user.group setta il proprietario a user.group
-R ricorsivo.
rpm : gestire pacchetti .rpm
-i installa un pacchetto.
-e rimuove un pacchetto.
-qi [-qip] mostra informazioni su un pacchetto [non] installato.
-ql [-qlp] mostra i file contenuti in un pacchetto [non] installato.
-qa mostra l'elenco dei pacchetti installati.
Mandriva fornisce il comando “urpmi” molto comodo e funzionale.
#urpmi <nomepacchetto.rpm>
Benché tutte le modifiche ai vari file di configurazione si possano eseguire tramite i consueti editor grafici come kwrite, lanciandoli in modalità super user
([davide@GOLD ~]$kdesu kwrite<INVIO>)
oppure
dal menu KDE, voce “esegui comando” inserendo :
kdesu kwrite
un ottimo editor da terminale e` il famosissimo VI, purtroppo il suo utilizzo non e` dei più semplici, tuttavia ricordandosi solo alcuni comandi si riesce in pochi istanti ad eseguire quelle modifiche minimali richieste, alcune volte, nei vari file di configurazione.
([davide@GOLD ~]#vi nomedelfile <INVIO>
ecco solo alcuni comandi utili da conoscere.
|
Comando |
Effetto |
|
vi nome del file |
Apertura file |
|
Esc |
Passa da modalità scrittura a visualizzazione |
|
i |
Abilita la scrittura nella posizione del cursore (insert) |
|
a |
Abilita la scrittura nella posizione successiva (append) |
|
x |
In modalità visualizzazione elimina il carattere sottostante |
|
dd |
Elimina la riga |
|
Esc : |
Abilita i comandi di salvataggio uscita |
|
Esc : r |
Inserisce il contenuto del file letto (r /etc/fstab inserisce il contenuto di fstab nel file e nel punto su cui stiamo eseguendo il comando) |
|
Esc : wq |
Salva ed esce (write quit) |
|
Esc : q! |
Esce senza salvare |
Aprendo un terminale si ottiene quello che si definisce prompt :
es. [davide@GOLD ~]$
oppure [root@GOLD davide]#
queste stringhe presenti su ogni nuova linea ci danno alcune informazioni
tipo:
lo user (davide, root)
Il nome del sistema (GOLD)
e soprattutto il PATH (~ davide)
se da davide mi sposto nella directory Musica tramite il comando
[davide@GOLD ~]$ cd Musica
il promt diventera cosi:
[davide@GOLD Musica]$
Infine l'informazione più importante ci dice se siamo utente ($) o amministratore (#)
il simbolo # indica che sei Super user (amministratore o utente root), per diventarlo digita:
[davide@GOLD ~]$ su <invio>
[davide@GOLD ~]$ password *******
[root@GOLD davide]#
Nota:
Se si volessero editare dei file come utente root ma da interfaccia grafica basta lanciare il comando:
kdesu <nome del programma> file <invio>
per esempio
kdesu kwrite /etc/bluetooth/pin <invio>
verrà chiesta la password e si aprirà kwrite con privilegi di amministratore.
Qualunque programma può essere lanciato con i privilegi di root nello stesso modo. ATTENZIONE perché l'utilizzo dello user root ha pesanti implicazioni a livello di sicurezza. vedi #2.5
Ecco la struttura del file system alcune cartelle sono basilari per un lavoro quotidiano, tra queste la propria directory home.
./
../
bin/ --> link ai programmi e programmi di sistema
boot/ --> file per l'avvio, Boot manager(LILO) ect
dev/ --> Cartella con tutti i dispositivi utilizzabili rilevati e no
etc/ --> Cartella con tutti i file di configurazione di tutti i programmi
home/ --> Contiene le cartelle degli utenti.
|davide
|alessia
|andrea
|ospite
initrd/ --> Cartella di sistema
lib/ --> Contiene la maggior parte delle librerie necessarie ai vari programmi
Media/ --> Contiene link a Cdrom, floppy come /mnt
mnt/ --> Contiene le directory con le partizioni di windows® o i dispositivi rimovibili ,Chiavette USB, iPod ect
|Cdrom
|Floppy
|Wind_C
|Wind_D
|Removible
opt/ --> Cartella usata in altre distribuzioni per installare programmi (openoffice in versione ufficiale viene installato qui)
proc/ --> Cartella di sistema (contiene tutte le info sul proprio hardware)
root/ --> Cartella utente root
sbin/ --> Cartella di sistema (link a programmi)
sys/ --> Cartella di sistema
tmp/ --> Classica cartella temp
usr/ --> Contiene tutti i programmi e altro
var/ --> Cartella di sistema [ qui risiedono tutte le informazioni che variano, più un po di cartella contenenti per esempio la sezione “html “ per gestire un server web (apache) in cui si vanno ad inserire le pagine WEB in costruzione o da pubblicare.]
SISTEMA
LA PASSWORD DI ROOT NON DEVE MAI ESSERE USATA COME SE FOSSE UN UTENTE NORMALE, USARE L'UTENTE ROOT COME UTENTE PRINCIPALE PENALIZZA GRAVEMENTE LA SICUREZZA DEL SISTEMA.
QUINDI USARE IL PROPRIO USER!
DATI
EFFETTUARE IL BACKUP PERIODICO DEI DATI VERSO UN'ALTRA PARTIZIONE O MEGLIO UN DISCO DIVERSO, e` una buona norma onde evitare la perdita di dati totale, sia per involontaria cancellazione sia per rottura del supporto di archiviazione.
Ci sono vari modi per cambiare la propria password ma il più semplice e rapido
è quello di aprire un terminale e digitare il comando “passwd”.
$passwd <INVIO>
Verrà chiesto di inserire in sequenza
la vecchia password
La nuova password
ancora la nuova password
Fatto....
Per farlo con Applicativi grafici occorre lanciare il programma di configurazione Mandriva (Mandriva Control Center)la voce la si trova nel menù :
KDE |Strumenti |strumenti di sistema |Configura il computer
Lanciandolo sarà richiesta l'inserzione della password di Amministratore
Spostarsi sulla scheda SISTEMA e cliccare sulla voce
“Gestione degli utenti del sistema”
Selezionare l'utente e cliccare su tasto Modifica.
Nella maschera che compare scrivere la nuova password nei campi
Password e Conferma Password.
Click su OK e uscire dal programma.
NOTA: Come si può vedere già da questo esempio alcune operazioni sono molto più rapide se eseguite da terminale.
Può capitare la necessita di utilizzare applicazioni residenti su altri server (Linux, HP, SUN), in questi casi occorre ricordarsi due cose importanti:
a) Esportare il proprio DISPLAY :
quindi dopo aver fatto login sul server gli diamo il seguente comando
setenv DISPLAY <indirizzoIP della nostra macchina>:0.0
b) Permettere l'accesso al proprio server X alla macchina che ospita il programma.
Da terminale sulla nostra macchina $xhost <nome del server>
quest'ultimo comando può essere automatizzato al login in vari modi il piu semplice e inserire la riga di comando xhost <nome server> nel file .bash_profile
che si trova nella nostra home
questo e` il posto dove mettere eventuali script/programmi che si desidera far partire in automatico.
In caso di accesso tramite SSH (sempre che il server lo supporti) non ci sarà bisogno di altro comando altre al seguente:
ssh -X <nome del server> -l <user>
Se abbiamo due o più PC in rete possiamo usare XDMCP per connetterci da remoto ai vari PC aprendo una vera e propria sessione remota con il proprio user. Di fatto lo stesso PC, e le applicazioni in esso contenute potranno essere usate da più utenti in contemporanea.
Editando il file di configurazione /etc/kde/kdm/kdmrc modificando il campo “Enable” rendiamo il PC raggiungibile.
Dalla Mandriva 2009 in presenza di KDE4 il file da modificare e`:
/etc/alternatives/kdm4-config
[Xdmcp]
Enable=true
Willing=/etc/X11/xdm/Xwilling
Xaccess=/etc/X11/xdm/Xaccess
Lato client abbiamo due possibilità
Dalla maschera di login scegliere tra le opzioni Remote login selezionare la macchina da raggiungere e provvedere al login
Dal proprio desktop aprire un terminale e dare il comando X :1 -query <nome del PC da raggiungere o indirizzo IP>
in entrambi i casi ci si ritroverà alla consueta maschera di login.
Nota 1: nel secondo esempio avremo il nostro desktop (locale) raggiungibile tramite CTRL+ALT+F7 mentre quello remoto tramite CTRL+ALT+F8
Nota 2: Meglio non usare il desktop 3D per questo tipo di applicazioni.
Su Mandriva Control Center nella sezione SICUREZZA e' possibile impostare le autentificazioni richieste nelle varie applicazioni di configurazione di Mandriva, tramite la voce:
“Configurazione delle autentificazioni per gli strumenti Mandriva”
Si aprirà una finestra con la lista delle operazioni su cui sarà possibile scegliere il tipo di autentificazione necessaria, tra le seguenti opzioni:
Password di root
Password dell'utente
No password
Per fare un esempio la configurazione di default prevede la possibilità di eseguire gli aggiornamenti del sistema inserendo la password dell'utente, se avete figli sarebbe meglio cambiare questa opzione con “Password di root” da questa maschera lo potrete fare in modo semplice, modificando la seconda voce.

Partiamo dal presupposto che Voi sappiate cosa sia un kernel, questa sezione specificherà i vari kernel installabili su Mandriva e il loro “campo di azione”.
I kernel Mandriva 2008 seguono le specifiche kernel-tmb
e vengono nominati a seconda di alcune loro caratteristiche e differenze
|
Kernel name |
Descrizione e caratteristiche salienti |
|
Kernel-desktop |
i686, SMP (supporto ai multi processori),fino a 4 GB di memoria + patch Mandriva + patch per gestione risparmio energetico / batterie |
|
Kernel-server |
i686, SMP (supporto ai multi processori),da 4 a 64 GB di memoria + patch Mandriva |
|
Kernel-desktop586 |
i586, SMP (supporto ai multi processori),fino a 880 MB di memoria + patch Mandriva |
|
Kernel-laptop |
Integrato nel kernel-desktop |
Dalla 2009 il kernel-laptop e stato integrato dentro il kernel-desktop.
Per installarli e` sufficiente, per esempio, dare il comando
#urpmi kernel-server <invio>
ricordarsi di installare anche il relativo pacchetto “devel” (sviluppo) soprattutto in presenza di moduli DKMS e driver proprietari.
Quindi nel nostro esempio sarà necessario dare anche il comando
#urpmi kernel-server-devel <invio>
Nota 1: nella maggior parte dei casi verrà utilizzato il kernel-desktop ottimizzato per i686 (Athlon XP, Sempron, Athlon64, 64x2, Pentium III,IV,Duo etc) e con memoria di sistema gestibile fino ai 4GB.
Nota 2: Esistono e verranno rilasciati altri kernel dedicati a particolari esigenze si va dai kernel “real time” a quelli “vanilla“ (privi di qualsiasi patch supplementare).
Nota 3: L'estensione successiva al nome del kernel indica la versione dello stesso, per esempio kernel-server-2.6.22-1mdv
kernel-server- Tipo di kernel
2.6.22 Versione del kernel base
-1mdv Versione Mandriva (successive correzioni e patch sullo stesso kernel
Nei repositori sono presenti altri Kernel senza le patch di Mandriva
|
Kernel name |
Descrizione e caratteristiche salienti |
|
Kernel-linus |
Kernel Vanilla (Senza nessuna patch ) |
|
Kernel-mm |
Kernel Vanilla + patch Andrew Morton's mm |
|
Kernel-Kerringher |
Kernel Vanilla + patch Kerrighed homepage (per soluzioni clasters) |
|
Kernel-rt |
Kernel Vanilla + patch per real time |
Non utilizzarli se non per test, prove o specifiche applicazioni.
In alcuni casi (rari)l'installazione del S.O. non riesce a concludersi o ad iniziare, spesso e sufficiente aggiungere al kernel delle opzioni che abilitano / disabilitano / forzano “qualcosa”. Questa sezione elenca alcune opzioni da aggiungere al kernel, per risolvere questo tipo di problemi.
Iniziamo con il chiarire come e dove si mettono queste opzioni in FASE DI INSTALLAZIONE.
Al Boot da CD/DVD quando si presenta la schermata con le varie opzioni
Installa Mandriva Linux 2010
Boot da sistema
Memory test
si preme il tasto funzione F3 (other Option)
compare una riga di comando (Boot option) in fondo alla quale andremo ad aggiungere l'opzione preventivamente scelta in funzione del problema riscontrato.
Nota alcune opzioni sono già elencate e disponibili per l'inserimento tramite il tasto F6, per esempio NOAPIC e NOLAPIC ed altri.
Occorre solo scriverli in fondo alla riga “boot option”
vediamo cosa dovrebbero fare queste opzioni.
|
Opzione |
Descrizione |
Info |
|
|
NOAPIC |
Disabilita APIC (Advanced Programmable Interrupt Controllers) |
Sistema usato per impostare gli interrupt dei vari dispositivi |
(*) |
|
NOLAPIC |
Disabilita APIC (Local Advanced Programmable Interrupt Controllers) |
Sistema usato per impostare gli interrupt dei vari dispositivi |
|
|
ACPI=OFF |
Disabilita ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) |
Sistema per controllare velocità delle ventole ed i vari tipi di spegnimento del PC |
(*) |
|
NOAPM |
E' l'altro power management in uso. |
|
|
|
mem=xxxM |
Sovrascrive la memoria rilevata dal sistema utile per PC vecchi ma anche per laptop con scheda video che condivide la memoria |
Sovrascrive la memoria rilevata dal sistema da usare in caso di discrepanza tra la memoria rilevata e quella realmente presente. |
(**) |
|
nopcmcia |
Disabilita i dispositivi PCMCIA presenti nel sistema |
|
|
|
nosmp |
Forza il boot in single processor mode |
|
|
|
speedboot |
Opzione che abilita l'avvio rapido del sistema |
Mandriva usa speedboot per velocizzare l'avvio caricando prima i servizi necessari alla partenza dell'interfaccia grafica |
|
|
|
|
|
|
(*) Provalo se Ti e` impossibile avviare l'installazione del S.O.
(**) sostituire xxx con il valore della memoria espresso in Megabyte.
Tra le novità della versione 2009.1 c'è “speedboot”, un sistema per velocizzare l'avvio, in pratica si caricano prima i servizi necessari alla partenza dell'interfaccia grafica. Il sistema deve essere ancora un po sviluppato e limato.
La configurazione iniziale prevede che l'opzione sia impostata su auto, ciò significa che al primo avvio con un kernel cercherà di verificare la compatibilità del sistema con lo speedboot, e al secondo avvia lo userà o meno in funzione della prima verifica. Per verificare se e stata abilitata controllate cosi:
[xxx]$ cat /var/lib/speedboot/status
2.6.29-server-1mnb STANDARD BOOT
2.6.29.1-server-1mnb STANDARD BOOT
2.6.29.1-server-2mnb STANDARD BOOT
La si può comunque forzare.
Se non rimarrete soddisfatti dalla gestione dell'avvio con lo speed boot o riscontrerete problemi di qualsiasi tipo sappiate che basta editare come amministratore il file
/etc/sysconfig/speedboot
modificando
SPEEDBOOT=auto
in
SPEEDBOOT=no
in questo modo non sarà necessario aggiungere o rimuovere nessuna opzione del kernel.
Se la volete forzare attiva, assegnate a SPEEDBOOT=yes
Durante l'avvio del sistema veniamo “intrattenuti da una bella schermata ed una barra che indica la progressione del Boot del sistema, questa e` solo una copertura della classica checklist di avvio dei sistemi linux, che potrebbe spaventare i nuovi utenti e che comunque era “brutta” a vedersi.
Per tirarla fuori basta premere il tasto ESC durante l'avvio.
La sequenza di “OK” oppure “Fallito” dedicata ad ogni avvio di servizi, può essere utile per verificare la presenza o meno di problemi, ma molto spesso risulta essere troppo veloce per la corretta comprensione dell'accaduto, quindi per rileggere con calma ciò che e` avvenuto nell'ultimo avvio, basta andare a vedere il “log di sistema” /var/log/prcsys.log lo si puo leggere da terminale tramite i soliti comandi
#cat /var/log/prcsys.log
oppure con
#less /var/log/prcsys.log
o ancora aprirli su kwrite in questo caso con
$kdesu kwrite /var/log/prcsys.log
Note:
Meglio usare il primo comando per una comprensione più chiara.
Notare la necessita di aprirli come amministratore (SU)
Ciò che vedremo sarà una lista del genere :
Avvio servizi SMB: [ OK ]
Avvio servizi NMB: [ OK ]
Avvio wine: [ OK ]
Dove andremo a cercare non gli OK ma bensì gli eventuali [FALLITO].
Come abbiamo visto nel paragrafo 11.3 i file .log di sistema vengono messi nella directory /var/log/ qui potremo leggere altri log con alcune informazioni utili.
Alcuni file sono listati molto lunghi che riportano e memorizzano le informazioni per ogni giorno, per limitare la visione alle ultime righe memorizzate usare il comando “tail” con l'opzione -<numero di righe> per esempio:
#tail -20 /var/log/messages
Non succede spesso ma alcune volte capita di trovarsi davanti ad un programma bloccato possiamo usare tre metodi differenti per “uccidere il processo”
usare il comando top su un terminale il quale presenterà dopo un tot righe di informazioni una lista dei processi attivi: in cui noi dovremo trovare quella con un utilizzo della CPU più alto oppure il nome del programma bloccato nella riga corrispondente troviamo l'informazione PID che ci serve per uccidere il programma
PID USER PR NIVIRT RES SHR S %CPU %MEM TIME+ COMMAND
3581 root 15 0 286m 52m 4660 R 5 10.6 3:07.52 X
4294 davide 15 0 31856 14m 11m S 3 2.9 0:18.51 yakuake
3831 root 15 0 7168 1168 884 S 0 0.2 0:03.36 nmbd
Quindi basta prendere il tasto k di (kill) ed inserire il nome del processo da uccidere dopo di che premere 9.
per uscire da comando top usare “q”
premere la sequenza di tasti CTRL+Esc ,si aprirà una finestra con la lista dei processi, esattamente come in top, ma meno “impressionante”, dove andremo a cercare le stesse informazioni di prima ma, in questo caso sarà sufficiente selezionare la riga e premere il tasto “UCCIDI”. Da notare che si possono ordinare le informazioni premendo sulle intestazioni delle colonne.
Installare xkill (#urpmi xkill ) lanciarlo dal menù | esegui comando, comparirà un teschio al posto della freccia del mouse e ci limiteremo ad andare a cliccare sulla finestra da uccidere.
Scegliete il metodo che preferite, ma ricordatevi che esistono vari modi per farlo.
Questo manuale, come del resto molti degli altri presenti su www.linux-corner.it partono dal presupposto di utilizzare come ambiente desktop KDE, più che altro per mia comodità visto che e` quello che preferisco.
Se volete provarli e` sufficiente lanciare da amministratore su un terminale i seguenti comandi:
e naturalmente accettare l'installazione di tutte le dipendenze.
Nota: XFCE potrebbe essere adatto a sistemi datati o poco performanti, proprio per la sua caratteristica migliore, la leggerezza.
Io per esempio l'ho scelto come base per il Multimedia center.
Spesso ci si imbatte in problemi dovuti ai permessi impostati sui dispositivi , file, servizi etc,semplificando molto, questi variano in funzione del livello di sicurezza e molti di questi hanno dei gruppi propri per esempio sane, video, tty etc.
Quando non riusciamo da utente a fare qualcosa che invece da amministratore riusciamo ad eseguire,per esempio usare una scheda DVB piuttosto che uno scanner o altro, come prima cosa facciamo in modo di aggiungere al nostro “UTENTE” i gruppi che ci interessano. Per farlo usiamo MCC| SISTEMA| Aggiungi rimuovi modifica account.
Selezionare dalla lista di utenti il proprio nome e cliccare due volte su di esso. Si aprirà una finestra in cui ,sull'ultima scheda GRUPPI, andremo a selezionare la voce che ci interessa.

Selezionare solo quello relativo al vostro problema, non selezionate a tappeto tutto ciò che vi sembra utile.
In alcune occasioni può essere necessario oppure utile riavviare un servizio.
I servizi attivi si possono vedere sia tramite il solito MCC |Sistema | abilita disabilita alcuni servizi del sistema
Nella finestra che mostra i servizi ci sono due tasti per avviare o fermare ciascun servizio, oltre ad un comodo tasto informazioni per avere delucidazioni sul servizio (purtroppo in inglese).
Inoltre si può selezionare /deselezionare la voce boot per impostare quali servizi attivare o meno all'avvio.
Da terminale e come amministratore e` possibile tramite il comando
# chkconfig
vedere i servizi che si dovrebbero attivare per ogni specifico runlevel.
Alcuni di questi non ci diranno nulla, altri li riconosceremo dal nome, altri ancora sono molto utili da conoscere.
Solo per esempio :
wine Per wine
xfs Per la gestione dei font (non più utilizzato)
cups Per la gesione delle stampanti
network Per la gestione rete
Per gestire l'avvio, lo stop o la ripartenza dei vari servizi, di cui ci ricordiamo il nome esatto, da terminale si usa il comando “service” come amministratore:
#service <servizio> <comando>
dove <comando> può assumere le seguenti voci
start
stop
restart
facciamo un esempio volendo inizializzare nuovamente la rete daremo il comando:
#service network restart<invio>
ottenendo:
Disattivo l'interfaccia eth0: [ OK ]
Disattivo l'interfaccia eth1: [ OK ]
Disattivazione interfaccia di loopback: [ OK ]
Attivazione interfaccia di loopback: [ OK ]
Attivo l'interfaccia eth0: [ OK ]
Attivo l'interfaccia eth1: [ OK ]
Dalla Mandriva 2008 non viene più utilizzato il servizio XFS per la gestione dei font.
Tralasciando l'installazione normale dei vari pacchetti RPM, che richiede la sola selezione e l'installazione da “installa software” risolvendo automaticamente tutto, mi soffermo sull'aggiunta di particolari set di caratteri necessari per applicazioni eseguite, per esempio, su server SUN/HP etc.
Supponiamo di dover aggiungere una cartella <PROVA> contenente dei font sarà sufficiente copiarla in /usr/share/fonts/
qui troverete anche le directory relative ai font già installati per esempio:
100dpi/ 75dpi/ chinese/ cyrillic/ default/ drakfont/ java/ misc/ msfonts/ OTF/ override/ Speedo/ ttf/ TTF/ Type1/
Dopodiché andremo nella directory /etc/X11/fontpath.d/
e creeremo un link simbolico alla cartella <PROVA> con il comando:
#ln -s ../../../usr/share/fonts/PROVA PROVA:pri=50
Nota:
NON SERVE RIAVVIARE ALCUN SERVIZIO I FONT SONO SUBITO DISPONIBILI.
Può capitare (raramente) di dover ripristinare il Boot Loader, che generalmente viene memorizzato sul MBR (Master Boot Record)...
Può capitare (raramente) di voler ripristinare il boot loader originale di windows® dopo aver rimosso Linux.
Per farlo occorre usare il DVD o il primo CD di installazione di Mandriva.
Fare partire il PC (con il CD/DVD) inserito ed aspettare la comparsa del menù con le possibili opzioni.
A questo punto scegliendo la voce “Rescue System” ed attendendo un pochino di tempo per il caricamento del programma, andremo a finire in un nuovo menù, con più opzioni disponibili ma quelle che ci interessano a noi sono:
Re-install boot loader - serve a recuperare le informazioni di Grub dal disco e reinstallarlo nuovamente.
Restore Windows boot loader – ripristina il boot loader di windows® di fatto eliminando GRUB o LILO.
Scegliere la voce opportuna ed attendere la conferma dell'esecuzione dell'operazione, subito dopo si rientrerà nel menù precedente da cui sceglieremo di spegnere o riavviare il PC.
L'aggiornamento automatico dei pacchetti, e` una funzionalità molto comoda che permette di mantenere un sistema aggiornato risolvendo bachi, problemi vari e applicando le pacth di sicurezza. Tuttavia l'operazione può risultare rischiosa su alcuni pacchetti “particolari” tipo kernel, driver (per esempio nvidia ), infatti si potrebbe passare da un driver perfettamente funzionante ad uno nuovo ma con problemi.
Per ovviare a questo rischio diciamo “calcolato” si può editare il file
/etc/urpmi/skip.list
andando ad aggiungere linea per linea il nome dei programmi che non vogliamo che siano aggiornati.
Per esempio :
/^nvidia/
Nota:
/^nvidia/ escluderà dall'aggiornamento tutti i pacchetti contenenti la stringa “nvidia”
INFORMAZIONE
Da questa versione si introduce nel file fstab una novità (si fa per dire) che potrebbe risultare un po ostica, in pratica nelle stringhe classiche
/dev/hda7 / ext3 defaults 1 1
viene sostituito l'identificativo del disco/partizione (/dev/hda7) con un identificativo UUID tipo
UUID=03d03a63-8fb0-11dd-a4b0-dfed5a0ba33a / ext3 defaults 1 1
non cambia molto se da un lato può apparire meno comprensibile si ha un bel vantaggio in caso di modifica delle partizioni, se dovessimo cancellare o creare più partizioni quelle rimaste continuerebbero ad avere lo stesso UUID e quindi il file fstab sarebbe comunque valido
Sopra ad ogni stringa c'è un commento che specifica il disco equivalente con la solita sintassi /dev/hda1, /dev/sda5 o altro.
Per visualizzare UUID di un disco usare il comando (da amministratore)
# vol_id -u /dev/hda7 <invio> NOTA :Se, per qualsiasi ragione, non si vuole utilizzare questo sistema si può ripristinare la “normale sintassi” aggiungendo ai parametri di configurazione del kernel l'opzione
use_uuid=0
Vediamo ora di ricordare il significato delle varie parti della stringa
/dev/hda7 / ext3 defaults 1 1
/dev/hda7 (o nuovo UUID) = dispositivo e partizione da montare
/ punto di mount (dove troveremo il contenuto del disco/partizione
ext3 tipo di file system
defaults set di opzioni separate dalla virgola (vedi la tabella sottostante)
1 (dump) specifica se dump deve fare il backup (obsoleto)
1 (pass ) Specifica se fare o meno il controllo del file system all'avvio e con che priorità
0 = Nessun controllo
1 = Controllo con priorità alta (partizione di boot)
2 = Controllo con priorità secondaria
|
Opzione |
Descrizione |
Nota |
|
default |
Set di opzioni base: rw, suid, dev, exec, auto, nouser, async. |
* |
|
user |
Consente anche agli utenti normali di montare il filesystem |
|
|
nouser |
Non consente agli utenti normali di montare il filesystem |
|
|
auto |
Tutti i filesystem con questa opzione citati in fstab vengono montati all'avvio del sistema (mount -a) |
|
|
noauto |
Il filesystem deve essere montato esplicitamente |
|
|
exec |
Consente l'esecuzione di programmi sul filesystem |
|
|
noexec |
Non consente l'esecuzione di programmi sul filesystem |
|
|
ro |
Monta il filesystem in sola lettura |
|
|
rw |
Monta il filesystem in Lettura / scrittura |
|
|
async |
tutto l'I/O sul filesystem deve essere asincrono |
** |
|
sync |
tutto l'I/O sul filesystem deve essere sincrono |
** |
|
suid |
Consente che i bit suid e sgid abbiano effetto |
|
|
nosuid |
Non consente l'uso di file di dispositivo sul filesystem |
|
|
dev |
Consente l'uso di file di dispositivo sul filesystem |
|
|
nodev |
Non consente l'uso di file di dispositivo sul filesystem |
|
noatime |
Non aggiorna la data di accesso all'inode ad ogni accesso. Aumenta la velocità di accesso ai dati |
|
gid=xxx |
Indica i permessi del gruppo di utenti con la logica del comando "chmod" (ogni x va da 0 a 7) |
* |
uid=xxx |
# uid=xxx - indica i permessi dell'utente. |
* |
umask=xxx |
Imposta i permessi di filesystem DA SOTTRARRE A QUELLI DI SISTEMA (con la logica chmod), umask=777 neanche root può cambiare permessi a nessun file |
* |
* Se dopo l'opzione default si inserisce un'altra opzione contraria ad una di quelle presenti all'interno del set di default questa opzione sovrascrivera la precedente. Quindi possiamo usare l'opzione default come base e poi modificare le opzioni aggiungendone altre.
** Fare Attenzione ad utilizzare queste opzioni.
Si può abilitare o disabilitare La combinazione dei tasti CTRL+ALT+Backspace, direttamente dal Xfdrake, basta selezionare l'apposita voce.
Aprire Mandriva Control Center
sezione Hardware
si sceglie “Configura il sistema grafico”
Nella maschera che si apre selezionare il tasto “Opzioni”
e deselezionare la voce “Disabilita CTRL+ALT+Backspace”
Premere OK
Verrà richiesto di salvare le modifiche, premere quindi su “SI”
Per le versioni precedenti continuare a usare il vecchio metodo:
La combinazione dei tasti CTRL+ALT+Backspace per riavviare il server X e disabilitata, per riattivarla bisogna modificare il file
/etc/X11/xorg.conf
aggiungendo nella sezione ServerFlags la seguente opzione:
Option "DontZap" "false"
______________________
Section "ServerFlags"
Option "Xinerama" "0"
Option "DontZap" "false"
EndSection
______________________
Spesso occorre utilizzare degli applicativi che richiedono una particolare versione di java, in questo caso basta installare la versione corretta dai repository, senza rimuovere quella gia installata.
Per verificare la versione attualmente in uso si può usare il comando:
[Prompt ~]$ java -version
che restituisce:
java version "1.5.0_20"
Java(TM) 2 Runtime Environment, Standard Edition (build 1.5.0_20-b02)
Java HotSpot(TM) Server VM (build 1.5.0_20-b02, mixed mode)
tramite il comando alternative (e' necessario essere amministratore) si possono verificare le alternative disponibili e passare ad un'altra versione:
[Prompt ~]# alternatives --config java
che restituisce:
There are 3 programs which provide `java'.
Selection Command
-----------------------------------------------
+ 1 /usr/lib/jvm/jre-1.6.0-openjdk/bin/java
* 2 /usr/lib/jvm/jre-1.5.0-sun/bin/java
3 /usr/lib/jvm/jre-1.6.0-sun/bin/java
Basta scegliere tra quelli disponibili la versione richiesta, selezionando il numero corrispondente.
Installare il pacchetto autofs
Come amministratore editare il file /etc/autofs/auto.master
[Prompt]# vi /etc/autofs/auto.master
e decomentare la seguente riga
/net -hosts
salvare il file e riavviare il servizio
[Prompt]# service autofs restart
A questo punto potremo montare in automatico le directory NFS condivise.
Sara sufficiente anteporre /net/ al nome della macchina da contattare per averla automaticamente montata sotto /net, lo potremo fare direttamente da dolphin.
Ottimo per anche per semplificare la condivisione di file e cartelle in ambiente domestico usando NFS.
Abbiamo visto che l'installazione della versione a 64bit risulta praticamente identica a quella a 32 bit, e possiamo dire che le configurazioni del sistema riguardanti KDE, driver scheda video, desktop 3D, sono anch'esse analoghe.
Tuttavia, per la mancanza di alcuni plugin e programmi proprietari, di uso comune, alcune volte occorre cimentarsi nell'installazione di versioni a 32bit di plugins e programmi. Ovviamente la situazione e in rapida evoluzione.
Stessa procedura della versione a 32bit
#urpmi.removemedia -a
seleziona tutte le seguenti stringhe e premi il tasto centrale del mouse su una konsole gia impostata come amministratore
urpmi.addmedia
--distrib
ftp://mirror.switch.ch/mirror/mandrake/official/2010/x86_64
urpmi.addmedia
--distrib ftp://ftp.easynet.fr/plf/mandriva/cfg/2010/x86_64
Le stringhe sono reperibili sempre da http://easyurpmi.zarb.org
selezionando la versione x86_64
La prima e più bloccante mancanza e' il plugin a 64bit del flashplayer di Adobe.
Per ovviare a questa pesante limitazione, si ricorre all'utilizzo del plugin a 32bit tramite ndiswrapper.
Installazioni preliminari:
ndiswrapper: #urpmi ndiswrapper
flashplayer scaricare l'rpm (32bit) dal sito dell'Adobe ed installarlo
l'installazione del flashplayer va a porre il file libflashplayer.so nella directory
/usr/lib/mozilla/plugins
copiare libflashplayer.so in
/usr/lib64/mozilla/plugins/
con il comando
#cp -f /usr/lib/mozilla/plugins/libflashplayer.so /usr/lib64/mozilla/plugins/
a questo punto diamo,sempre come amministratore , il seguente comando
#/usr/lib/nspluginwrapper/x86_64/linux/npconfig -i /usr/lib64/mozilla/plugins/libflashplayer.so
che creerà il file npwrapper.libflashplayer.so
Aprire firefox e verificare con il solito comando about:plugin la disponibilita del plugin.
Verificarne il funzionamento su qualche sito.
Dalla versione 2008.1 e' comparsa una nuova voce, nel Mandriva Control Center dedicata alla tutela dei figli durante la navigazione internet. Spesso infatti si hanno delle remore a lasciare i propri figli su internet, che rimane pur sempre un ottimo mezzo di apprendimento e conoscenza.
Tramite la voce in MCC
| Sicurezza |Filtri per la famiglia

Si ha la possibilità di abilitare un filtro che impedisca di andare in siti potenzialmente ....pericolosi o altro.
Basta segnare “Abilita il filtro famiglia”
scegliere il livello
e spostare, nella finestra di destra, tramite il tasto AGGIUNGI gli user name “adulti” che non useranno alcun filtro.
Tramite le schede Lista Nera e Lista Sicura si potranno modificare i filtri rendendo accessibili o meno alcuni siti di nostra conoscenza.
|
Tipo |
Indirizzo internet |
Note |
|---|---|---|
|
Trovare RPM |
|
|
|
Temi per KDE e le applicazioni di KDE |
|
|
|
Programmi KDE |
|
|
|
Trovare informazioni |
|
|
|
Trovare informazioni |
|
|
|
NEWS |
in Italiano |
|
|
NEWS / MANDRIVA FORUM – GUIDE e molto altro |
in Italiano |
|
|
Richiesta Pacchetti e repository |
http://mib.pianetalinux.org/miblight/index.php
|
in Italiano |
|
Linux-Corner |
in Italiano |
|
|
KDE FAQ |
in Italiano |
|
|
KDE Documenti |
in Italiano |
|
NOME |
Indirizzo internet |
Note |
|---|---|---|
|
Mandriva |
|
|
|
Ubuntu |
|
|
|
Fedora |
|
|
|
Knoppix |
|
|
|
SUSE |
|
|
|
Debian |
|
|
|
Slackware |
|
|
|
Madeinlinux |
|
|
|
Turbolinux |
|
|
|
Dinebolic |
|
|
|
Geexbox |
|
|
|
Damnsmalllinux |
|
|
|
Linspire |
|
|
|
Scientific linux |
|
Nota: Una delle caratteristiche più avvincenti del free software, dell'O.S e di Linux e` che, potenzialmente chiunque può crearsi una distribuzione, se da un lato questo porta ad avere migliaia di distribuzioni, dall'altro comporta una notevole rapidità di sviluppo e un altissimo tasso di innovazione, impensabile in qualsiasi altro modello di sviluppo software.
Sui forum spesso si assiste a vere e proprie guerre di opinione tra le varie distribuzioni. In linea di massima ci sono tre punti da tenere in considerazione
Tutte le distribuzioni possono fare la stessa cosa, si differenziano per le applicazioni con cui configureremo i vari programmi. Il resto sono preferenze personali, per esempio avere la password di root o usare SUDO, oppure usare Gnome o KDE o XFCE o il tipo di pacchettizzazione dei programmi RPM, DEB, TGZ ed altro ancora.
La sicurezza la si ottiene. Se inizio ad usare la password di root come utente principale, non abilitare o disabilitare il firewall, ed usare password banali, sarà arduo parlare di sicurezza, con qualsiasi distribuzione.
A mio avviso e` di basilare importanza il numero di pacchetti disponibili per la propria distribuzione, ed il loro frequente aggiornamento.
La cosa migliore quando si acquista un PC o una qualunque altra parte del sistema è iniziare a cercare le varie periferiche, partendo dal presupposto di voler usare “anche”, si fa per dire, Linux.
Molti produttori (sempre di più) rilasciano i driver per Linux e altri sistemi operativi, e la concorrenza li deve seguire.
La maggior parte dei componenti come i chipset usano driver O.S. uguali per i vari produttori vedi driver per usb, IDE etc.
elenco anche alcuni siti dove è possibile trovare informazioni su PC,Laptop, periferiche varie ect.
|
Produttore |
Indirizzo internet |
Note |
|---|---|---|
|
Scheda Video (geforce) |
Ottimi driver |
|
|
Chipset (Nforce) |
Ottimi driver |
|
|
HP Linux Inkjet Driver Project |
Driver Linux |
|
|
Stampanti Multifunzione Brother |
RIMOSSO |
|
|
Linux drivers for Philips USB webcams |
Non ufficiali |
|
|
Linux Hardware Database |
|
|
|
LinuxHardware.org |
|
|
|
TuxMobil Laptop Manufacturers |
LAPTOP |
Vedi anche il paragrafo 3.3
Su www.linux-corner.it ho aggiunto una pagina Hardware Database dove inserirò tutto l'hardware che ho già avuto modo di provare.
Il sito http://hcl.mandriva.com può essere un valido aiuto per verificare se un determinato prodotto hardware sia supportato o meno da Mandriva. La ricerca delle informazioni risulta piuttosto complessa pero dovrebbe migliorare con il tempo.
Utile per sistemi e portatili.
Qui di seguito elenco i siti dove è possibile scaricare le release software aggiornate di alcuni programmi che definirei base.
|
Programma |
Link |
Note |
|---|---|---|
|
Openoffice |
|
|
|
Firefox |
|
|
|
Gimp |
|
|
|
Java SUN |
|
|
|
Adobe Acrobat Reader |
|
Ovviamente le distribuzioni hanno dei pacchetti già pronti per questi programmi.
Questo manuale, come tutti i manuali presenti su http://www.linux-corner.it
e` rilasciato sotto licenza creative commons.
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/
Ho scritto questo manuale nella convinzione che uno dei freni all'utilizzo di Linux sia il velo di difficoltà che tutti noi abbiamo contribuito a creare.
In relata Linux non è ne più difficile ne più semplice di qualsiasi altro sistema operativo.
Penso che molti di noi vorrebbero avere la possibilità di far funzionare al meglio tutto, nel più breve tempo possibile....... per iniziare poi con calma ad imparare.........................se si vuole..... non è detto....